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Sabato, 19/10/2019
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Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Trento

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La Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento nasce nel 1989. Dalla sua nascita il coordinatore artistico e poi direttore della Galleria è Danilo Eccher, che la gestisce fino al 1996. Per un periodo transitorio subentra alla direzione l’architetto Roberto Ferrari, che successivamente –dal 1998 al 2001– lascia il posto alla storica dell’arte Vittoria Coen. Nel settembre 2001 subentra l’attuale direttore Fabio Cavallucci. In oltre dieci anni di attività la Galleria organizza numerose mostre di artisti italiani e stranieri, a cui collaborano decine di critici e curatori; promuove convegni sulle problematiche importanti che attraversano il mondo dell’arte, collaborando con alcune delle più prestigiose istituzioni museali. Tra le mostre monografiche ricordiamo Enzo Cucchi nel 1990, Tony Cragg nel 1994; Mario Merz e Yoko Ono nel 1995; Giuseppe Penone nel 1998, Alex Katz nel 1999; nel 2000 Sandro Chia, nel 2001 Francesco Clemente e Philip Taaffe con il quale Vittoria Coen ha concluso la sua gestione. L’attuale direzione artistica pone l’attenzione sulle più recenti evoluzioni del panorama artistico internazionale: basti ricordare la mostra sul tema della parola, da Beuys a Wim Delvoye, da Lawrence Weiner a Tracy Emin e, nel 2002, la prima personale in Italia dell’artista cinese Cai Guo-Qiang con una grande performance pirotecnica in occasione dell’inaugurazione. Nel 2004 la Galleria ospita nuovamente una prima personale italiana, questa volta dell’artista polacca Katarzyna Kozyra e produce il conferimento della laurea ad honorem in Sociologia da parte dell’Università di Trento all’artista Maurizio Cattelan. Nel 2005 ospita il progetto speciale dell’artista Santiago Sierra che sconvolge letteralmente il mondo dell’arte e i suoi visitatori. Nel 2007 il progetto speciale, tutt’ora in corso, Family Monument, di Gillian Wearing.

La Galleria Civica come Work art project

La Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento, con la gestione degli ultimi anni, abbandona la veste di spazio esclusivamente espositivo e diventa centro di creazione e d’informazione, un vero e proprio laboratorio per il contemporaneo. Un lavoro in progress a 360 gradi che si focalizza su tre obiettivi differenti ma concomitanti: la città come spazio espositivo, la rivista e il sito Internet. La galleria esce dai propri spazi insediando progetti in luoghi storici, all’aperto, in fabbriche abbandonate, in sedi universitarie, ecc. Profilo immateriale di questa struttura è il sito Internet, che rispecchia le dinamiche degli eventi fisici, ma è anche luogo di approfondimento, di ampliamento, di collegamento con altri siti. Ulteriore proposta della Galleria Civica è “Work.Art in progress”, il trimestrale bilingue che diventa lo strumento a cui le attività di carattere fisico della galleria (le mostre e gli eventi) e quelle di carattere virtuale (il sito) si adeguano.

Programmi

La Galleria cerca di porre all’attenzione del pubblico non solo le tendenze più recenti della ricerca artistica, ma anche i temi più attuali della nostra società: l’ambiente, il rapporto tra identità locale e globalizzazione, gli effetti delle nuove tecnologie sul sistema percettivo dell’uomo, ecc. Pone l’accento su un concetto di arte che vive sulla necessità di mescolanza e di ibridazione: la mostra Necessità di relazione nel 2002 e il relativo convegno internazionale –al quale partecipano alcuni dei maggiori critici, da Francesco Bonami a Hou Hanru, da Pier Luigi Tazzi ad Amnon Barzel– sottolinea l’emergenza nell’arte contemporanea di una volontà di confronto tra esperienze diverse, di apertura verso altre discipline, per trovare un rapporto più stretto con la società. Su questa linea di ricerca prosegue nel 2003 il progetto Prove d’ascolto. Attacchi urbani per una civile convivenza, con opere site specific per la città di Trento: viene meno il concetto che l’arte debba trovarsi all’interno del museo, mentre lo spazio della Galleria si trasforma in un luogo di incontro e di scambio, dove si avvicendano dj con musica di ricerca, prove di teatro e di danza, interventi di filosofia e sociologia. I temi presentati nelle successive mostre collettive miscelano sempre di più gli ambiti di ricerca, puntando a suscitare l’interesse di un pubblico differenziato e non solo degli addetti ai lavori. Il crescente disagio sociale del mondo occidentale è messo in luce nella mostra “Dimensione Follia” del 2004. Mentre “Interessi Zero!” nel 2005, sulle possibili interferenze tra arte e economia, sottolinea i meccanismi latenti e le strategie che strutturano oggi il sistema di scambio nella società globale. Ma tale percorso trova coronamento in una serie di iniziative dedicate alla performance, ambito interdisciplinare per eccellenza, in particolare nella collaborazione con Marina Abramovic, sia per la cura della Galleria dell’Amore, realizzata insieme all’Independent Performers Group, sia per il Premio Internazionale della Performance, il primo nel suo genere a livello mondiale. Nel 2007 la Galleria Civica propone il progetto speciale di Gillian Wearing, Family Monument, che ricerca una famiglia locale cui dedicare un monumento.


Fonte: Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Trento

 

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