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Sabato, 20/08/2022
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Parco Nazionale delle 5 Terre

vernazza

 

Con il nome di Cinque Terre, è designato quel tratto di costa dirupata che si estende per una lunghezza di circa quindici chilometri lungo il litorale dell’estrema Liguria orientale. Questo territorio è detto delle Cinque Terre dai luoghi marini di Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore, i quali si trovano quasi ad uguale distanza l’uno dall’altro, affacciati sul mare, aggrappati alla roccia, annidati dentro strette e ripide valli. Il nome di “terra” è qui sinonimo di borgo, alla maniera medioevale. Le attività umane hanno contribuito a creare un paesaggio unico al mondo, espressione di una cultura profondamente legata alla terra d’appartenenza, di un’ineguagliabile vicenda a carattere collettivo capace di piegare le avversità dell’ambiente naturale ai propri bisogni di vita. Modifiche portate dall’uomo nel corso di circa mille anni di storia, con il lavoro continuo ed assiduo di molte generazioni che hanno sostituito il manto boschivo originario con la coltivazione della vite in terrazzamenti. Questo è stato possibile grazie alla frantumazione della roccia, alla realizzazione di muri a secco e alla creazione dell’humus coltivabile. Dal primo secolo del Basso Medioevo fino ai nostri giorni, è stata la lotta continua fra l’uomo e la natura, a modellare il paesaggio a ricostruirlo ad ogni crollo provocato dal cedimento di muri sotto le frane causate dalla pioggia. I muri a secco sono infatti costituiti esclusivamente con massi d’arenaria sapientemente sovrapposti e saturati di pietrisco e terra, senza l’uso di materiali di coesione. Fra i terrazzamenti sono state costruite, sempre in pietra, lunghissime e ripidissime scalinate ricavate a sbalzo sui muri stessi, piani dove posare e riprendere agevolmente i materiali trasportati a spalla, canaletti di scorrimento ai lati delle mulattiere. Il contadino delle Cinque Terre è stato produttore per secoli, oltre che del pregiato vino, anche e soprattutto di stabilità idrogeologica e di un paesaggio che oggi è stato riconosciuto patrimonio mondiale dell’umanità. Il mantenimento del territorio e la difesa sono unicamente affidati al puntuale assolvimento delle certosine operazioni di manutenzione connesse con la coltivazione: laddove la presenza dell’uomo si allenta l’insorgere del degrado è immediato. Una fitta rete di sentieri collega fra loro vari paesi delle Cinque Terre e le soprastanti frazioni, offrendo scorci spettacolari attraverso rupi, costiere e coltivi, anche grazie a una ricca flora mediterranea e una fauna particolarmente varia. Un’escursione alla scoperta dei vigneti terrazzati, tra i profumi delle piante aromatiche, gli ombrelli delle euforbie le sugherete, è anche un'opportunità per ripercorrere il cammino dei pellegrini, visitando i luoghi del culto mariano legato alle Cinque terre: i Santuari. Sulla “Via dell’Amore”, fra Riomaggiore e Manarola, e a Manarola sulla punta del promontorio, sono state realizzate due suggestive aree attrezzate appena venti metri sopra il mare, a disposizione di chi voglia regalarsi una sosta suggestiva.

Lo specchio d’acqua prospiciente le Cinque Terre è Area Marina Protetta dal 1997. La presenza di specie animali e vegetali è particolarmente ricca e varia: le pareti rocciose, come pure le numerose secche e gli scogli isolati sono popolati da diverse coloratissime gorgonie gialle, rosse bordeaux scuro, arancio, rosa fino al bianco. Lungo la costa è presente anche la Posidonia Oceanica. Un’altra presenza che rende il mare delle Cinque Terre ancora più unico è quella delle balene. Infatti questo tratto di mare è inserito nel Santuario dei cetacei, un’area protetta a livello internazionale.

In un territorio estremamente ridotto nell’estensione territoriale, con capacità ricettive contenute ed interessato da un sempre più elevato numero di turisti, risulta assolutamente necessario mantenere una buona qualità della ricettività, prezzi abbordabili e peculiarità locali che finirebbero col pregiudicare l’immagine dell’intero comprensorio. Per questo il Parco ha attivato un’iniziativa per l’istituzione del Marchio di qualità, in grado di contraddistinguere prodotti e servizi qualificati garantendo un livello di qualità degli stessi. Nei centri d’informazione ed accoglienza saranno commercializzati unicamente i servizi e prodotti contrassegnati dal marchio di qualità. Fra i prodotti da tutelare e valorizzare spicca lo sciacchetrà, leggendario vino passito, vero e proprio simbolo delle Cinque Terre, oggi quasi introvabile. Accanto alle colture storiche (vigneto ed oliveto) si sta opportunamente valutando un’oculata valorizzazione di altre risorse esistenti sul territorio: dalle erbe aromatiche alla lavorazione della castagna. Il Parco si propone di finalizzare queste iniziative con la realizzazione di un laboratorio in grado di trasformare le erbe in essenze e prodotti di cosmesi. Un altro importante obiettivo è riposto nella progressiva introduzione delle tecniche naturopatiche, di educazione alla salute e di prevenzione, proponendosi come polo di riferimento per un turismo culturale alla ricerca del benessere psicofisico legato alla irrinunciabile necessità di agire nel rispetto dell’ambiente. L’obiettivo superiore del Parco Nazionale delle Cinque Terre è, oggi, quello di innescare un processo generale di sviluppo sostenibile, migliorando la qualità della vita individuale, nell’intento di dimostrare che competitività economica e compatibilità ambientale non sono in contraddizione, ma possono trovare un felice processo di sintesi.

Fonte: Parco Nazionale delle Cinque Terre

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