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Mercoledì, 13/11/2019
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Area Marina Protetta “Capo Rizzuto”

capo rizzuto

 

Mare cristallino, sabbia finissima color tiziano, scogliere scoscese e selvagge che si confondono con i colori cangianti del cielo: da questo paesaggio sembrano esalare i profumi di un tempo ed i ricordi della storia. Questo è ciò che l’Area Marina Protetta “Capo Rizzuto” offre al visitatore, un viaggio tra storia, leggenda, mito e archeologia, ma anche un percorso esclusivo attraverso un patrimonio naturalistico e biologico di notevole valore e preziosità. Istituita ufficialmente con decreto ministeriale del 27 dicembre 1991, ricopre una superficie di circa 14.721 ettari e si sviluppa su un territorio di ben 42 km di costa, coinvolgendo due comuni: Crotone ed Isola Capo Rizzuto. L’istituzione dell’area protetta consegue un duplice obiettivo: la preservazione di un tratto di costa unico dal punto di vista ambientale, contraddistinto per oltre 40 km da una lunga teoria di piccole insenature, e la tutela del vasto e ricco patrimonio archeologico, presente sui fondali marini. Tutte le iniziative messe in campo dall’Ente Gestore sono destinate a rendere l’area protetta un luogo fruibile e godibile, innanzitutto attraverso una costante attività di informazione, promozione e divulgazione delle caratteristiche della riserva. Sono soprattutto i fondali che rivelano le bellezze per le quali la riserva è un’oasi da proteggere e preservare. Essi sono caratterizzati da vaste praterie di Posidonia Oceanica, pianta marina, endemica del Mediterraneo, che ha un ruolo fondamentale nell'ecosistema. Il mondo sommerso dell’area marina protetta è caratterizzato da ciliate e secche, che scavate dal mare e dalle correnti, creano labirinti di cunicoli e anfratti ed offrono un perfetto rifugio a molte specie di animali marini. Immergendosi si ha modo di fare straordinari incontri: cernie, barracuda, che nei mesi estivi formano banchi argentati, e i curiosi pesci pappagallo. In primavera si avvistano con più frequenza delfini ed esemplari di tartaruga Caretta caretta, che negli ultimi anni sono diventati sempre più assidui. In quest’ottica, gli splendidi fondali e la costa sono affidati all’esperienza dei diving locali, che mettono a disposizione dei turisti la propria competenza e conoscenza dei luoghi più suggestivi del territorio.

Ed allora immergiamoci alla scoperta dei percorsi più interessanti. È infatti possibile godere di un particolare e suggestivo itinerario archeologico subacqueo, che si snoda nel tratto di mare a sud del Castello Aragonese di Le Castella, a una distanza di circa 200 metri dalla costa. Il percorso, lungo 400 metri, si sviluppa tra le rocce che contornano il castello ad una profondità media di cinque metri e collega undici punti principali che testimoniano, in questo tratto di mare, la presenza di una cava per l’estrazione di blocchi. Testimonianze risalenti all’età greco-romana, unite a tracce di storia risalenti all’epoca della distruzione parziale del castello aragonese, resti architettonici forse appartenenti ad un’altra torre che si trovava in mare. Il viaggio subacqueo nella storia si effettua in un tempo medio di circa trenta minuti e, data la bassa profondità e la particolare limpidezza dell’acqua, anche nuotando in superficie sarà possibile immergersi e perdersi nella millenaria storia locale, lasciando alla spalle l’imponente Castello Aragonese, costruito alla fine del XIII secolo dagli Angioini, come fortezza, e in seguito potenziato dagli Aragonesi per difendere la costa calabrese dalle incursioni arabe. Le acque dell’area protetta accolgono inoltre diversi relitti: nel 1962 il Gunny naufraga sulle secche di Capo Rizzuto. Oggi il relitto, ad una profondità di 24 metri, è probabilmente il più bello tra quelli presenti nell’area protetta. Nella stessa località, cento anni fa, il mare ha inghiottito un’altra nave, il Bengala; oggi completamente colonizzata da microrganismi marini, è luogo di rifugio di una nutrita colonia di cernie brune. Ma il mare dell’area marina protetta nasconde nelle sue profondità altri preziosi segreti: a Cannelle, infatti, giace ancora in assetto di navigazione il “Chico”, ad una profondità di 29 metri, sormontato da una statuina di Madonna.

E per chi non ha la possibilità di immergersi? La suggestione del mondo sommerso, le forme e i colori dei suoi abitanti possono essere osservati attraverso il fondale trasparente dei battelli che operano all’interno dell’area protetta: un modo per osservare e conoscere gli habitat del nostro mare, ma anche di apprendere curiosità e notizie sulla loro vita e di fare una piacevole lezione di biologia marina sotto il sole di Le Castella. Fitta attività anche per gli operatori didattici del CEAM – Aquarium, una realtà significativa all’interno dell’area marina protetta. Realizzata a Capo Rizzuto, nella zona del Santuario della Madonna Greca, la struttura è composta da venti vasche, con una capienza totale di circa 20.000 litri. Al suo interno, come in un viaggio alla scoperta dei tesori sommersi, è possibile ammirare la flora e la fauna dell’area protetta e svolgere attività di educazione ambientale, grazie al laboratorio didattico dedicato ai bambini per diffondere la conoscenza della biologia e dell’ecologia del mare. Accanto all’educazione e alla diffusione di una cultura ambientalista, l’area marina offre anche altri modi di fare vacanza e di rilassarsi nello scenario di mare e cielo che qui assume colori e sfumature diverse. I più attenti alle tradizioni ed ai mestieri legati alla marineria, ma anche solo i semplici amanti della cultura del mare e dei suoi attori, anche quest’anno avranno modo di praticare il cosiddetto pesca turismo. L’iniziativa, che sta dando ottimi risultati in termini di attrazione turistica ma anche in quelli di risvolto economico ed occupazionale, permette ai turisti di trascorrere un’intera giornata insieme ai pescatori professionisti del luogo, praticando, su loro consiglio, gli stessi sistemi di pesca abitualmente adottati. La giornata all’insegna della pesca viene affiancata da escursioni e dalla possibilità di conoscere l’ambiente marino e gli anfratti più suggestivi dell’area marina protetta. Anche in estate, Capo Rizzuto riserva momenti di svago e di divertimento: l’Ente Gestore realizza una serie di iniziative culturali e di intrattenimento, presentandosi al meglio con il suo patrimonio naturalistico e culturale. Ciò che rende unica quest'area marina protetta è la sua strategica posizione geografica che consente di vivere momenti di vita marinaresca e di avvicinarsi in pochissimo tempo, nel raggio di qualche decina di chilometri, ai luoghi più rappresentativi del marchesato e dell’entroterra crotonese. Dalla costa ionica è possibile raggiungere le colline dell’entroterra e gli inespugnabili monti della Sila, garantendo così al visitatore una gamma svariata di opportunità e di soluzioni alla sua vacanza. Tra storia e leggenda, mito e natura, tradizioni e gastronomia, Capo Rizzuto propone un viaggio all’insegna dell’amore per la natura incontaminata e per la vita semplice.

Fonte: Area Marina Protetta "Capo Rizzuto"

Foto: Giuseppe Felicetti

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