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Venerdì, 22/09/2017
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L'Alta Via dei Monti Liguri: fra le Alpi e il mare

monte toraggio

Quattrocento chilometri di sentieri panoramici lungo i crinali delle montagne liguri, con la Pianura Padana e le più maestose vette alpine a fare da sfondo da un lato, il blu del mare fino alla Corsica dall'altro. Strade militari, storiche e antiche mulattiere riadattate per diventare la palestra degli escursionisti più esigenti o, in altri casi, percorsi adatti anche alle famiglie e ai bambini. È l'Alta Via dei Monti Liguri, che si snoda da Ventimiglia a La Spezia, sempre assecondando l'andamento di una dorsale montuosa dal profilo smussato, e per questo percorribile a piedi come in mountain bike e persino a cavallo. L'intero itinerario è stato suddiviso in 43 tappe di varia difficoltà, raggruppate in otto zone sulla base degli ambienti attraversati, da ovest verso est: la Val Nervia che risale dalla costa verso il Piemonte, a ridosso del confine francese; le Alpi Liguri con il loro patrimonio ambientale unico, influenzato dalle particolari caratteristiche geologiche e dalla prossimità del mare; la zona del Melogno e le fortezze d'alta quota; il massiccio del Beigua, compreso nell'omonimo parco regionale che si sviluppa parallelamente alla costa; il colle di Praglia e i rilievi che incorniciano la città di Genova; il passo della Scoffera e le foreste del monte Ramaceto; il monte Zatta e le più alte cime della Liguria, affacciate sulle Cinque Terre, nel territorio del Parco Naturale dell'Aveto; la valle del Vara con il vicino parco fluviale di Montemarcello-Magra e il golfo di La Spezia. Il percorso appare, nella sua interezza, come una strada di confine sospesa fra due mondi, quello alpino e quello marittimo, ma costantemente movimentata da repentini mutamenti di paesaggi e scenari, forme e colori, a seconda degli ambienti e dei microclimi che si incontrano sul percorso. La segnaletica ufficiale (due strisce rosse con una bianca in mezzo, e la sigla “AV”) accompagna sempre gli escursionisti che, quasi sempre, hanno a disposizione strade comode e ben battute. L'Alta Via, inoltre, incrocia le varie strade che collegano le località costiere con quelle dell'interno, toccando rifugi e punti di ristoro che offrono l'opportunità di interrompere o intraprendere il percorso in qualsiasi momento e, praticamente, in ogni luogo. Difficile scegliere le tappe più interessanti di un itinerario così articolato che unisce le suggestioni ambientali alla bellezza dei panorami e al richiamo di beni artistici (santuari, fortificazioni, cappelle) e culturali (le tracce della civiltà contadina). Molto dipende dai gusti e dagli interessi individuali e, ovviamente dal livello di preparazione. Forse uno dei tratti più belli, punteggiato da vette di aspetto dolomitico ma al tempo stesso così vicino al mare, è il percorso che dal Colle Scarassan, in alta Val Nervia, sale gradualmente alla Sella d'Agnaira (corrispondente alla tappa n. 4 dell'Alta Via dei Monti Liguri). Tredici chilometri da percorrere con lentezza, in circa cinque ore, lasciandosi conquistare dalla vastità del paesaggio. Il mare di Sanremo, sulla destra, dista una ventina di chilometri. Il dislivello complessivo in salita (circa 880 metri) ne fa un percorso per escursionisti allenati, comunque privo di difficoltà particolari ma straordinariamente ricco di motivi d'interesse. Dopo una breve discesa verso il passo del Muratone e il rifugio omonimo, la salita tocca la Gola del Corvo e si sviluppa lungo il versante sud del Monte Toraggio, che regala vedute sconfinate sulle Alpi Marittime. Fra queste cime si è consolidato un ecosistema straordinario, contraddistinto dalla coesistenza di piante alpine, giunte fin qui con l'ultima glaciazione, e specie mediterranee. Fra la primavera e l'estate questa incredibile biodiversità floreale si manifesta attraverso incantevoli fioriture multicolori. In autunno, invece, sono i colori dei boschi, specialmente dei lariceti, ad attrarre i sensi. Dalle pendici del Toraggio, gli escursionisti più esperti a caccia di emozioni forti possono imboccare la variante del Sentiero degli Alpini, che taglia i versanti accidentati del Toraggio e del Pietravecchia. Il sentiero, impervio ma suggestivo perché scavato nella roccia viva, fra balze e dirupi (e perciò da evitare accuratamente in presenza di neve) fu costruito per scopi militari nell’intervallo tra le due guerre mondiali. In origine era abbastanza ampio da consentire il transito dei muli con il loro carico di vettovaglie e armi, ma le frane e l'erosione lo hanno naturalmente intaccato col passare degli anni. Nei tratti più esposti si è comunque protetti dai cordoni metallici fissati dai volontari del Club Alpino Italiano. Proseguendo sul tracciato principale si toccano i 1810 metri del Passo di Fonte Dragurina, poi si scende nella Gola dell'Incisa, la forra che separa il Toraggio dal Pietravecchia. Risalendo i versanti ovest e nord di questa cima dalle caratteristiche pareti calcaree si raggiunge il punto più alto del tracciato: i 1918 metri del Passo della Valletta, al confine con la Francia. Gli ultimi 1500 metri, con un breve tratto in cresta, terminano sulla Sella d'Agnaira. Il rifugio del Monte Grai dista appena dieci minuti di cammino.

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