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Sabato, 21/10/2017
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Trekking sul Monte Antola

castello della pietra

Al confine con il Piemonte e l'Emilia Romagna, facilmente raggiungibile da Genova ma anche da Pavia, Il Parco Regionale del Monte Antola è uno degli angoli più suggestivi dell'Appennino ligure, caratterizzato da una sorprendente varietà ambientale che permette di passare, in brevissimo tempo, da scenari collinari, attraverso boschi (soprattutto di faggio) e pascoli, a vette panoramiche che sorvegliano da lontano la splendida costiera ligure. La riserva prende il nome dalla cima più alta di questo tratto appenninico, il Monte Antola, che con i suoi 1597 metri divide la Val Scrivia dalla Val Trebbia. I suoi versanti sono ben noti per l'incantevole spettacolo delle fioriture che, specialmente in primavera, trasformano i pendii erbosi in tappeti multicolori di narcisi, genziane, orchidee, gigli, ranuncoli e molte altre specie floreali. In autunno, invece, l'attrazione prevalente è costituita da splendidi boschi secolari di castagno: un patrimonio che merita di essere protetto. Attorno alla vetta si intersecano antiche mulattiere e strade di collegamento usate, nel corso dei secoli, per gli spostamenti stagionali e gli scambi commerciali. Le stesse strade che un tempo venivano battute anche per approvvigionarsi di erbe officinali (diffusissime in questa zona) negli ultimi anni sono state valorizzate e trasformate in un'efficiente rete di sentieri molto popolari fra gli appassionati di trekking e mountain bike nonché, in inverno, per la pratica dello sci di fondo. Ideali per la canoa sono i corsi d'acqua che scorrono lungo le vallate maggiori, mentre i fan dell'arrampicata sportiva fanno rotta verso le Rocche del Reopasso, in Val Scrivia, attraverso un sentiero irto di insidie e strapiombi per la presenza della caratteristica pietra di puddinga, una friabile formazione sedimentaria che fa pensare al pudding, il budino inglese. Ardite architetture naturali di puddinga sono evidenti nella vicina valle del Vobbia (un affluente dello Scrivia), dove il torrente ha scavato un canyon accidentato in questa roccia composta da ciottoli levigati. Letteralmente incastrato in mezzo a due torrioni rocciosi, sorge il vetusto Castello della Pietra, da un millennio a guardia della Via del Sale, che collegava Genova alla Pianura Padana. Attorno al castello, i versanti meno scoscesi sono tuttora ricoperti da castagneti, a dispetto del tradizionale impiego del castagno come legna da ardere, che ha lasciato spazio allo sviluppo di boschi cedui. Le castagne, d'altra parte, sono state per tanto tempo l'alimento fondamentale nella gastronomia popolare di queste valli. Quando non venivano consumate fresche, erano destinate all'essiccazione nei seccherecci, le tipiche costruzioni di pietra ancora visibili nei boschi o nei pressi di alcune abitazioni rurali, per essere poi macinate nei mulini e trasformate in farina. L'itinerario ideale per approfondire la conoscenza di questo ambiente in piena tranquillità è certamente il cosiddetto “Anello del rifugio”, un percorso ben segnalato che cinge il Monte Antola e ha il suo punto di riferimento centrale nel Rifugio “Parco Antola” (recentemente riaperto) che si incontra a pochi metri dalla vetta. Servono un paio di giorni per coprire questo percorso, diviso in cinque tappe, che si sviluppa prevalentemente fra faggete e radure erbose o fiorite, e il rifugio rappresenta una risorsa preziosa per il pernottamento. Pur non presentando difficoltà tecniche di rilievo, l'itinerario permette di scoprire le rare specie floreali che caratterizzano il parco e di avvistare i più tipici esemplari della fauna appenninica: caprioli e daini su tutti. In mancanza di tempo, tuttavia, si può optare per altri sentieri altrettanto interessanti, come quello che da Fascia (il comune più alto della Liguria) porta in un paio d'ore alla vetta dell'Antola. Il paesino (un centinaio di abitanti in tutto) si raggiunge in auto dalla Statale 45 attraverso Torriglia. Nei pressi dell'hotel Casa del Romano si imbocca a piedi la mulattiera che sale alla Cappella delle Tre Croci e poi prosegue verso nord-ovest, lungo un'ampia dorsale erbosa che regala meravigliose vedute sulle cime principali del parco: il Carmo, il Lesima e l'Alfeo. Attraversando un boschetto si costeggia la valle del Borbera, per poi tornare verso il Trebbia. Il sentiero prosegue poi in falsopiano tagliando boschi e pascoli da cui si domina l'alta valle del Brugneto, fino al Passo delle Tre Croci, a circa 1500 metri d'altitudine. Qui bisogna lasciare, sulla sinistra, il tracciato contrassegnato da due rombi gialli per proseguire lungo la dorsale coperta di faggi e raggiungere una selletta affacciata sulla Val Trebbia. Imboccato il sentiero che sale da Caprile, si raggiunge in breve la croce sulla vetta dell'Antola, godendo del superbo panorama che spazia a 360 gradi fino all'orizzonte. A sud si scorge la Riviera di Ponente con il porto di Genova, oltre il quale si stagliano i profili della Corsica e delle isole dell'Arcipelago Toscano. Lasciando vagare lo sguardo nelle altre direzioni si passa in rassegna l'intero arco alpino, in cui spiccano le vette imponenti del Monviso, del Monte Rosa e del Monte Bianco.

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