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Sella Ronda: una sfida per cuori sportivi

gruppo del sella

Per gli sciatori affezionati ai percorsi alpini, e in particolare agli scenari delle Dolomiti, il Sella Ronda può essere un gioco o una sfida (a seconda del grado di preparazione tecnica e di allenamento), ma sono ancora tanti quelli che non hanno potuto cimentarsi con lo spettacolare carosello di discese e impianti di risalita che consente di effettuare il periplo del Gruppo del Sella sempre con gli sci ai piedi, nell'arco di una sola giornata. Alcuni per aver iniziato troppo tardi il giro, altri per aver trovato chiusa qualche pista, magari a causa del maltempo. In Alta Badia, Val Gardena, Val di Fassa e Livinallongo (queste le quattro valli che si aprono ai piedi del gigantesco massiccio dolomitico) il Sella Ronda è chiamato anche “tour dei quattro passi”, perché si attraversano altrettanti leggendari valichi alpini, celebrati tanto dagli appassionati di sport invernali, quanto da ciclisti ed escursionisti. A nord del Sella c'è il Passo Gardena, che congiunge Selva di Val Gardena (punto partenza degli impianti di risalita in Alto Adige) con Colfosco e Corvara, in Val Badia. A est il Passo di Campolongo mette in comunicazione con il Veneto e con il comprensorio di Arabba, nello scenario incantevole della Marmolada. A sud lo sconfinamento in Val di Fassa, verso Canazei, è garantito da un altro muto testimone di memorabili imprese ciclistiche: il Passo Pordoi. A ovest, infine, il confine fra provincia di Trento e Bolzano è segnato dal Passo Sella, che riporta in Val Gardena. A conti fatti, il Sella Ronda presenta circa 26km di discese e 40km di percorso complessivo, includendo le risalite con sciovie, cabinovie e altri impianti. Una maratona che può essere completata in cinque o sei ore (dipende anche dall'affollamento degli impianti), sempre muovendosi lungo canaloni incorniciati da foreste innevate, all'ombra di quel palcoscenico mutevole di pinnacoli e guglie rocciose che caratterizza le Dolomiti. Il senso di percorrenza può essere orario (segnaletica arancione) o antiorario (segnaletica verde), senza variazioni apprezzabili nella lunghezza totale delle discese. Per affrontare l'impresa con successo bisogna fare tesoro di alcuni suggerimenti. Il fattore tempo innanzitutto: il Sella Ronda deve essere iniziato di buon mattino, per evitare di trovare chiusi gli ultimi impianti di risalita nel pomeriggio. Se si arriva sull'ultimo passo dopo le 15.30 è preferibile sospendere il giro. In secondo luogo, le condizioni meteo possono influire sulla difficoltà dei percorsi, rendendo preferibile uno dei due sensi di percorrenza: il consiglio di un esperto può essere prezioso. Da non sottovalutare, poi, le attrattive che si incontrano sul percorso e che possono distogliere l'attenzione degli sciatori, facendoli uscire “fuori tempo massimo”. Attrattive come le piste “nere” di Coppa del Mondo (la Gran Risa in Alta Badia e la Saslong in Val Gardena), che non fanno parte del circuito del Sella ma sono comunicanti. In compenso, chi si mantiene sui percorsi del Sella Ronda può godersi discese non meno celebri come la pista Boè a Corvara, la pista di Porta Vescovo ad Arabba o la pista del Lupo Bianco a Canazei. A questo punto è quasi superfluo sottolineare che il tour, per le caratteristiche tecniche delle discese e lo sviluppo complessivo, è raccomandato solo a sciatori di medio livello, in possesso di una buona preparazione. L'accesso al percorso è garantito da ciascuna delle quattro valli ladine che circondano il gruppo del Sella. Ad esempio, chi lo intraprende da Selva di Val Gardena, in senso orario, prenderà la seggiovia Costabella e poi l'ovovia Dantercëpies per raggiungere il Passo Gardena. La prima discesa porta a Colfosco e da qui, in seggiovia, si raggiunge Corvara. Una cabinovia porta sul Boè, per la successiva discesa al Passo di Campolongo. Si risale al Bec de Roces, dove parte la pista per Arabba, e da qui in ovovia fino a Porta Vescovo, per scendere sulla bella pista che termina a Pont de Vauz. La seggiovia Fodom raggiunge il Passo Pordoi, punto di partenza di una breve discesa, e la successiva seggiovia Lezuo raggiunge il Belvedere da cui si ammira Canazei, all'imbocco della Val di Fassa. La meravigliosa discesa del Lupo Bianco finisce a Pian Frataces, per la risalita in ovovia e seggiovia fino al Passo Sella. L'ultima discesa, lunga e panoramica, riporta in Val Gardena. Le evoluzioni e il divertimento su sci terminano qui, ma un vero sportivo non sarà mai insensibile al desiderio di ripetere il Sella Ronda in estate, quando le piste si trasformano in tracciati ideali per il trekking, con il vantaggio di poter apprezzare ogni scorcio panoramico in piena tranquillità. In questo caso, naturalmente, l'itinerario richiede più tempo ma può essere “spalmato” su più giornate, contando sui numerosi rifugi alpini che si incontrano lungo il percorso. La Sella Ronda Card garantisce l'uso di tutti gli impianti di risalita e dei mezzi pubblici necessari agli spostamenti. I sentieri più affascinanti, per gli escursionisti, sono il Viel del Pan (da Porta Vescovo al Passo Pordoi) e il Fiume dei Sassi (dal Passo Sella al Rifugio Pertini). Un'alternativa ambiziosa, poi, è il circuito di 55km su strada messo a disposizione dei ciclisti. Lo si può percorrere in solitudine nei mesi propizi, oppure attendere la prima domenica di luglio per unirsi agli oltre 10.000 ciclisti amatoriali che, dal 2006, danno vita al Sella Ronda Bike Day. Per l'occasione, i quattro passi dolomitici vengono interdetti al traffico motorizzato. Un'occasione imperdibile per “assaggiare” in libertà i tornanti e le strade storiche del Giro d'Italia.

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