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Il Monte Amiata: un paradiso per tutti i gusti

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Marina Aldi - Grosseto
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Tra le provincie di Siena e Grosseto svetta il caratteristico cono del Monte Amiata, un antichissimo vulcano spento originatosi, secondo gli esperti, da una serie di eruzioni succedutesi più di duecento milioni di anni fa. Il suo nome significa “alle sorgenti” (ad meata) e deriva dall'incredibile quantità di corsi d'acqua che nascono da questa terra, caratterizzate da una superficie magmatica e porosa. I motivi d'interesse di questa montagna, alta 1770 metri, spaziano dalla natura alla storia e all'arte che si cela nei piccoli borghi appollaiati da secoli alle sue pendici. Chiese e rocche millenarie si alternano a grotte che svelano insediamenti preistorici, come quello che si incontra lungo la strada che porta alla vetta e che rappresenta, attraverso la celebre “pittura dell'arciere”, una delle più importanti testimonianze dell'arte preistorica. Nella stagione calda, l'Amiata è il territorio ideale per escursioni attraverso boschi secolari, essendo rivestito, a partire dagli 800 metri d'altitudine, da foreste ininterrotte di faggi, abeti e castagni. I sentieri del Parco Faunistico dell'Amiata, sul versante settentrionale del Monte Labbro, permettono di avvistare cervi, daini, lupi, camosci e caprioli. Una fitta rete di itinerari escursionistici copre entrambi i versanti della montagna. Forse il più famoso (ma anche il più lungo) fra questi percorsi, da coprire a piedi, è il cosiddetto “anello della montagna”, che compie il periplo dell'Amiata in 28 chilometri, attraversando scenari incontaminati senza emergere quasi mai dalle maestose foreste che circondano la cima. Dal versante grossetano, l'anello si raggiunge salendo in auto a Fonte Capo Vetra, al Prato delle Macinaie, alla Fonte alle Monache e alla Madonna del Camicione. A piedi, si possono seguire i sentieri che salgono dai paesi di Castel del Piano, Arcidosso e Santa Flora. In inverno, l'Amiata diventa una meta ambita per gli amanti della neve, che sanno apprezzare le piste da sci che si dipanano dalla vetta, servite da quindici ottimi impianti di risalita. La qualità e l'efficienza delle strutture ricettive di questa zona, d'altra parte, sono ben note ai turisti che prediligono l'ambiente montano. Chi si interessa di arte, storia e cultura sa che alle pendici dell'Amiata fiorirono i primi nuclei della civiltà etrusca, le cui tracce sono tuttora evidenti presso molti centri abitati. In estate come in inverno, basta un'automobile per coprire itinerari suggestivi attraverso i borghi più antichi e carichi di storia, come Chiusi, Arcidosso, Santa Fiora e Castel del Piano. L'itinerario ideale, per chi si muove in auto, deve necessariamente partire da Chiusi, il centro più importante del comprensorio, facilmente raggiungibile dall'Autostrada del Sole (uscita Chiusi-Chianciano Terme). La memoria storica di Chiusi si fonda sugli scavi etruschi del Petriolo, sulle due catacombe che testimoniano il periodo oscuro del Cristianesimo clandestino, sulla Cattedrale di San Secondiano, uno dei templi più antichi della Toscana. A legare il passato al presente c'è il Museo della Cattedrale: un itinerario in cui arte, cultura e fede si intrecciano, soprattutto grazie ai meravigliosi codici miniati benedettini, capolavori policromi del Quattrocento, che ancora oggi ispirano il raccoglimento e la riflessione. Da Chiusi, passando per Sarteano, si giunge a Radicofani, che offre panorami sconfinati e indimenticabili: dall'Amiata alla catena dell'Appennino, dai laghi di Bolsena e Trasimeno alla linea tenue e sfumata del Tirreno, che si sovrappone all'orizzonte. Il paese sorge alle pendici di una rupe vulcanica, a 896 metri sul mare, coronata dai ruderi di una possente fortezza che per secoli dominò il valico tra la Toscana e il Lazio. Tesori d'arte medievale si celano fra le mura del Palazzo Pretorio e della chiesa di Sant'Agata. Dopo Radicofani si incontra Abbadia San Salvatore, altro borgo medievale che prende nome da un'abbazia di straordinario interesse storico-artistico, edificata nel 750 e meravigliosamente conservata. All'esterno delle mura si incontrano la Grotta dell'Arciere e la chiesetta dell'Ermeta. Da Abbadia ad Arcidosso, altro centro fondato prima dell'anno mille, arroccato ai margini delle foreste dell'Amiata, con il borgo antico dominato dal Castello Aldobrandesco. Poco distante dal paese si apre un parco faunistico che protegge rari esemplari di cervo, daino, camoscio e lupo appenninico. Passando per il paesino pittoresco di Santa Fiora (che sfoggia un'antica pieve e un bel centro storico medievale), superato Piancastagnaio, si giunge infine a Castel del Piano dove, ogni anno, il Palio delle Contrade rievoca un torneo medievale che vedeva impegnate le quattro contrade del borgo. Oltre alle bellezze del centro storico e delle molte chiese, Castel del Piano è un punto di riferimento per la pratica degli sport invernali sul monte Amiata, con venti chilometri di piste riservate allo sci alpino.

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