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Venerdì, 22/09/2017
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Passo Brocon, un balcone sul Trentino Orientale

panorama da passo brocon

Il Passo Brocon è un ampio valico pianeggiante, quasi un piccolo altipiano posto a 1615 metri d'altitudine, che mette in comunicazione la Valsugana e il Tesino con il Vanoi e il Primiero. Il contesto naturale incontaminato e selvaggio, tipico del Trentino orientale, e l'incanto del paesaggio (dal passo si ammirano la catena delle Pale di San Martino, il gruppo del Civetta e del Feltrino) ne fanno una meta turistica molto apprezzata sia in inverno che in estate. Con la bella stagione, in particolare, non si contano le escursioni da effettuare a piedi o su due ruote in totale tranquillità. Lo sanno bene i turisti stranieri (soprattutto tedeschi, austriaci e olandesi) che con le loro moto transitano al passo da maggio a settembre inoltrato. Gli appassionati della bicicletta prediligono soprattutto le due salite che raggiungono il Passo Brocon da Canal San Bovo (15km) e da Castello Tesino (16km). Molto amata e frequentata è anche la strada sterrata che sale da Lamon, in provincia di Belluno. Il percorso è certamente tecnico e impegnativo; anche per questo è stato inserito dalla Provincia nei 28 chilometri della Tesino Bike, una pista ciclabile attrezzata e segnalata, realizzata per gli amanti della mountain bike. Il tratto che arriva al Passo Brocon, in particolare, parte dalla località Cascitella, a 872 metri di quota e a poche centinaia di metri dall'abitato di Castello Tesino. Dopo aver toccato le grotte di Castello Tesino si congiunge con la sterrata di Lamon, fino al passo. La discesa è quasi tutta asfaltata: dal bivio in località Marande (tre chilometri dopo il valico) la strada attraversa Val Malene e termina nel parco fluviale del torrente Grigno. Altrettanto numerose sono le proposte di trekking: i percorsi tecnici “classici” permettono di scalare la Cima d'Asta, il Monte Coppolo e il Conte Moro, mentre una piacevole alternativa per famiglie è costituita dalle passeggiate al torrente Senaiga e alle Malghe: entrambe presentano un dislivello molto modesto e uno scenario ambientale da sogno. L'opportunità più originale e interessante, però, è il Sentiero dei fiori, meglio noto da queste parti come “Trodo dei fiori” (nel dialetto locale il trodo è appunto un viottolo). Ecco come nacque il sentiero, secondo il racconto del suo ideatore Rino Ballerin: “Un giorno di agosto del 1980, ritornando da un giro in montagna, mi sedetti per riposare un po' sul bordo di una vecchia trincea sul Col del Boia. La sera era tiepida, il sole al tramonto, l'atmosfera tersa e l'orizzonte limpido, il silenzio assoluto che il lamento delle gròle portato a volte dal vento rendeva meno impressionante. In questa calma mi capitò di osservarmi attorno sempre più attento. Vidi l'Achillea clavennea (la cercavo da tanto) uscire da sotto i calzoni e a lato dei scarponi vidi genziane, dafne, campanelle, silene, sassifraghe, e tanti bellissimi fiori: alzando lo sguardo si ammiravano il Grappa, l'Ortigara, la Valsugana, Cima Trento, Cima d'Asta, il Monte Cauriol, la catena dei Lagorai, la Marmolada e le Pale di S.Martino. Vidi insomma, forse per la prima volta, il mondo. Scrissi più tardi agli amici del circolo culturale “Zent Trentina” invitandoli a prendere insieme l'iniziativa di sistemare e attrezzare un “Sentiero botanico del Col del Boia” in modo da renderlo facile passeggiata sicura, gradevole ed istruttiva per tutti quelli che volessero salire”. Il progetto è diventato realtà: oggi il Trodo dei Fiori è una delle escursioni più affascinanti nell'arco alpino orientale, grazie alle 300 specie floreali e al panorama mozzafiato. Il percorso è adatto anche a famiglie con bambini. Si parte da Passo Brocon e, sfruttando il tracciato di vecchie mulattiere risalenti alla Prima Guerra Mondiale, si toccano i 2050 metri di Col del Boia per poi ridiscendere al passo. Il tempo necessario a completare il giro può variare fra le tre e le quattro ore. Lungo il tracciato è possibile individuare dieci diverse tipologie di flora alpina. Ognuna di queste è illustrata da apposite postazioni in legno, con semplici tavole a colori. Inoltre alcune targhette sono conficcate nel terreno in prossimità delle piante descritte, per facilitarne l'identificazione. Il periodo migliore per visitare il Trodo va dalla fine di giugno all'inizio di agosto. Naturalmente è consigliabile dotarsi di scarponcini o scarpe da ginnastica alte fino alla caviglia.

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