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Sciare sul Monte Rosa

free ride sul monte rosa

Valle d’Ayas, Valle di Gressoney, Valsesia: tre valli (le prime due in Val d'Aosta, la terza in Piemonte) circondano lo scenografico gruppo del Monte Rosa e ospitano uno dei maggiori centri sciistici italiani. Il massiccio è secondo solo al Monte Bianco per altitudine massima, ma vanta l'altezza media maggiore, con ben 17 vette che superano i 4.000 metri. Non è un caso, quindi, se il suo nome deriva da roja (“ghiaccio” nell'antico idioma locale). In molti assicurano che sciare sui 180 chilometri di piste di questo comprensorio rappresenta un'esperienza unica. Merito soprattutto del paesaggio (boscoso, selvaggio o semplicemente maestoso a seconda dei casi) e delle naturali irregolarità dei versanti, ma anche di impianti di risalita efficienti e moderni, di una gamma di percorsi, spesso serviti dall'innevamento programmato, che privilegiano lo “sciatore intermedio” ma concedono ampie opportunità di divertimento anche ai principianti e ai professionisti in cerca di emozioni forti. Infatti, se per muovere i primi passi sono a disposizione quasi 50 chilometri di piste, per gli sciatori provetti ci sono le “nere” e i percorsi free ride, che regalano la sensazione di una sfida faccia a faccia con la montagna, ma anche il piacere dell'immersione indisturbata nella natura. Gran parte delle piste sono collegate con un grande tracciato in quota che consente di effettuare il tour del Monte Rosa in una sola giornata. Gli irriducibili del fuoripista e dello scialpinismo scelgono spesso il versante piemontese del Rosa, e in questo caso la porta d'accesso al paradiso innevato coincide con la cittadina di Alagna: l'ultimo comune raggiunto dalla strada carrozzabile. Da qui partono, fra l'altro, molti dei sentieri che si inoltrano nel Parco dell'Alta Val Sesia, dove l'ambiente e il paesaggio alpino conservano tutte le loro peculiarità. Talvolta sono gli stessi percorsi di trekking battuti nella stagione calda a trasformarsi, durante l'inverno, in piste da sci. Gli impianti di risalita portano da Alagna al Passo Salati, a 2.971 metri. Una volta in cima, la decisione spetta al singolo sciatore: si può optare per uno dei tracciati medio-facili, oppure per lo spettacolare fuoripista lungo il vallone d'Olen, una discesa mozzafiato in uno scenario fiabesco che ha per sfondo le maestose cime del Monte Rosa. I meno esperti possono far rotta su Gressoney Saint-Jean, il nucleo più antico di Gressoney, nella valle omonima in cui la regina Margherita di Savoia fece costruire il suo castello, conquistata dalla straordinaria vista sui ghiacciai del Rosa. Qui sono particolarmente radicate le tradizioni dei Walser, la popolazione che occupò diverse vallate alpine nel Medioevo. Una visita al paese, segnato dalla tipica architettura Walser, e alla residenza sabauda possono costituire diversivi piacevoli, prima di inforcare gli sci e affrontare le due bellissime piste “Leonardo David” del Weissmatten, intitolate a un giovane sciatore locale scomparso a soli 25 anni. Per i bambini ci sono il Baby Ronken e lo Snow Park. Al centro del comprensorio sciistico si trova Gressoney La Trinité, il comune più alto della valle del Lys, dotato di numerosi impianti di risalita, alcuni dei quali sono dislocati tra il centro del paese e la frazione di Staffal. I percorsi più “gettonati”, in questo caso, sono quelli che partono dalla stazione intermedia posta presso il Lago di Gabiet, meta classica degli itinerari di trekking per i turisti estivi. Da qui si può salire a Punta Jolanda, per cimentarsi con piste particolarmente tecniche come le due “Jolanda” (una media e una difficile) coperte dall'innevamento artificiale. Da Gabiet, sempre con gli sci, è possibile anche raggiungere il Passo Salati, sconfinando in Valsesia. Per i più temerari c'è il fuoripista che porta verso la Valsesia, da effettuare in compagnia di un maestro. A Staffal, la località più in quota, si possono imboccare anche i due anelli realizzati per lo sci di fondo, oppure lasciare le piste di Gressoney per quelle della valle d'Ayas, sempre sul versante valdostano, valicando il colle di Betta Forca. Lo snow park locale offre l'opportunità di affidare i bambini alle cure di personale qualificato. Tre sono i centri di riferimento della valle d'Ayas. Il più noto è Champoluc, località incantevole adagiata in una conca cinta da foreste di conifere, e collegata da due impianti di risalita al comprensorio Monterosa Ski. Si scia su 16 percorsi di buon livello e media difficoltà, prevalentemente lungo morbidi pendii boscosi. Il percorso più suggestivo è la “rossa” dei Larici, che collega il paese con il Betta Forca. Non mancano le strutture per lo snowboard, lo sci alpino e di fondo. Principianti e giovanissimi hanno a disposizione il piccolo comprensorio di Antagnod, dove prevalgono piste spaziose e pendenze moderate. Altra meta turistica per famiglie è Brusson. Qui l'esposizione al sole e il clima mite garantiscono passeggiate e tintarella per quasi tutto l'anno. Ai 15 chilometri di piste alpine (per lo più intermedie) se ne aggiungono ben 30 per lo sci di fondo: il tratto distintivo di questa località, che ha più volte ospitato i campionati mondiali di specialità.

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