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Da Tindari al Capo di Milazzo

promontorio di tindari

In posizione panoramica, al centro del Golfo di Patti, si incontra l'antica Tyndaris (oggi Tindari), città fondata nel 396a.C. Dal tiranno di Siracusa Dionigi. Dal promontorio di Tindari la vista spazia fino alle isole Eolie, il cui profilo si staglia sull'orizzonte, e fino a Capo Milazzo. Proprio per la sua posizione strategica, la bella Tindari divenne una postazione cartaginese, durante la prima guerra punica, per poi passare sotto il controllo romano. La comunità superò anche le incursioni barbariche e, anzi, si arricchì sotto gli Ostrogoti, ma il suo periodo di splendore fu drasticamente interrotto dai Saraceni che, nell'anno 827, distrussero Tindari e condannarono questo incantevole tratto di costa a un lungo declino. Una visita a Tindari costituisce un'esperienza affascinante, non solo per le bellezze paesaggistiche. Bisogna risalire il promontorio, percorrendo il sentiero che conduce alla sommità, per ammirare le mura ciclopiche erette a difesa del primo insediamento. Questi giganteschi massi servivano a integrare le difese naturali che, in parte, già proteggevano Tindari. Lungo la strada si incontra anche l'ingresso agli scavi archeologici e all'Antiquarium che ne raccoglie i reperti. Particolarmente evidenti sono le tracce dell'assetto urbanistico romano: la città si sviluppava lungo il suo Decumano Superiore, a sud del quale spiccano i ruderi dell'Insula Romana, un quartiere comprendente terme, taverne e abitazioni fra cui una grande domus patrizia che conserva ancora parte dei suoi mosaici. A monte del Decumano Superiore è posta la gemma più bella di Tindari: il Teatro Greco costruito nel IV secolo a.C. sfruttando una cavità naturale del terreno. Con le sue gradinate affacciate sul mare, il teatro di Tindari ospitò giochi gladiatori in epoca romana, e oggi rivive grazie al festival estivo che ospita spettacoli di danza, musica e teatro. Da visitare anche i resti della Basilica romana, che restituisce un'immagine dei fasti della Roma tardo imperiale. Meta di pellegrinaggi turistici e religiosi è anche il celebre santuario della Madonna di Tindari, che occupa la cima di una collina. Dal santuario si gode di una vista mozzafiato sul golfo e sulla caratteristica lingua di sabbia prospiciente il promontorio, in cui si aprono due “laghetti”. All'interno, invece, è custodita l'effigie della Madonna Nera, una scultura lignea dal fascino magnetico, proveniente forse dalla Siria o dall'Egitto, dove fu intagliata attorno al XII secolo. Proseguendo verso est via mare (oppure percorrendo in auto la litoranea) si fa tappa a Castroreale Terme. Le acque delle sue sorgenti termali sono particolarmente indicate per la cura dei disturbi epatici, cutanei e respiratori. In località San Biagio si visita la meravigliosa villa romana edificata nel I secolo d.C., sviluppata attorno al classico peristilio quadrato. La villa era dotata di un impianto termale completo: nel frigidarium si ammira un mosaico raffigurante scene di pesca e fauna marina. La bellezza dei mosaici, le sculture, gli affreschi e le pitture che tuttora adornano la sala dei ricevimenti rendono l'idea dello sfarzo di questa dimora. Chi dispone di un'auto può compiere un'escursione alla vicina Castroreale, un paesino disteso sul colle Torace, alla pendice dei monti Peloritani. Castroreale fu la residenza preferita di Federico II, che nel 1324 fortificò il borgo con un castello di cui sopravvive solo una torre. I vicoli del centro storico medievale sfociano, di quando in quando, su piazzette e belvedere di grande fascino. Meritano una visita il Duomo e la chiesa di Sant'Agata, che custodiscono sculture cinquecentesche di Antonello Gagini, e la chiesa della Candelora con il suo sorprendente altare maggiore in legno intagliato e oro zecchino. Proseguendo lungo la costa si raggiunge Milazzo, all'estremità orientale del golfo. La città non nasconde la sua tradizione marinara e il ricchissimo patrimonio storico. Oltre ad essere stata teatro dello scontro decisivo fra Garibaldi e i Borboni, Milazzo sfoggia una vasta fortificazione, la cittadella, costruita a partire dal X secolo, durante la dominazione araba. Al centro della cittadella si erge il Castello Svevo, anch'esso voluto da Federico II. Gli aragonesi dotarono il complesso di una nuova cinta muraria, scandita da cinque torri a tronco di cono. Ad essa si aggiunse un terzo e più imponente ordine di mura, sotto la dominazione spagnola. Nella città vecchia si incontrano parecchi edifici religiosi di grande interesse, come il Santuario di San Francesco di Paola, la Chiesa del Salvatore e quella di San Domenico (antica sede dell'Inquisizione). Molto bella anche la facciata del Palazzo del Viceré, costruito a partire dal XVI secolo. Dal Lungomare Garibaldi si imbocca la strada panoramica che corre lungo il Capo di Milazzo. Qui si gode dello splendido contrasto fra i colori accesi della macchia mediterranea e l'azzurro intenso del mare. Un panorama vastissimo si apre presso il faro del Capo, a picco sul mare. Un sentiero conduce al santuario rupestre di Sant'Antonio da Padova, scavato in una grotta che pare abbia ospitato il santo. Presso il litorale sabbioso della Baia del Tono, invece, si incontra la leggendaria Grotta di Polifemo, dove Ulisse si sarebbe preso gioco del ciclope.

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