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In barca attorno all'Argentario

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Era quasi certamente un'isola il Monte Argentario, che oggi si presenta come un promontorio nell'estremità meridionale della costa Toscana. Con l'Argentario si chiude idealmente anche la Maremma, mentre al largo si osservano i profili di due celebri isole dell'Arcipelago Toscano: Giannutri e il Giglio. Chi giunge qui via terra può noleggiare facilmente imbarcazioni per una giornata o un week-end. Sono a disposizione anche gommoni veloci per gite turistiche nell'Arcipelago Toscano, o barche capienti per immersioni o battute di pesca, che ospitano fino a dodici subacquei con equipaggiamento. I detriti spinti dai fiumi e dalle correnti marine portarono alla formazione delle due singolari strisce sabbiose, Giannella e Feniglia, che attualmente costituiscono l'unico collegamento fra l'Argentario e la terraferma, assieme alla diga di Orbetello. Le dune della Feniglia, in particolare, hanno conservato il loro aspetto selvaggio e sono tuttora ricoperte da una fitta pineta. L'entroterra è un paradiso naturale dominato dalla macchia mediterranea, solo a tratti interrotta da uliveti plurisecolari, frutteti e da pittoreschi terrazzamenti che arrivano fin sul mare: qui si coltivano vitigni pregiati come l'Ansonico e il Riminese. La costa, alta e rocciosa, è un susseguirsi di falesie interrotte spesso da insenature e calette dove è difficile resistere alla tentazione di gettare l'ancora e tuffarsi in un mare sempre incontaminato, ricco sia sotto il profilo biologico, sia sotto quello archeologico. Lungo questa costa dal profilo tormentato crescono, spontaneamente, rarissimi esemplari della famosa palma nana. Lo spettacolo naturale dell'Argentario, meta prediletta dai sub ma anche dagli escursionisti che preferiscono lasciarsi alle spalle la costa per fare rotta verso i 635 metri del Monte Telegrafo, inizia a Porto Ercole, sul versante sud-orientale, dove i Fenici furono i primi a stabilire una piccola colonia, attratti dalla posizione strategica e riparata. Qui gli spagnoli realizzarono un poderoso e complesso sistema militare difensivo, con ben tre fortezze tra cui il rinascimentale Forte Stella, oggi lambito dalla strada panoramica. L'architettura militare spagnola si aggiunse, così, alle torri di avvistamento costiere erette un secolo prima dalla Repubblica di Siena per far fronte alle incursioni dei pirati. Anche il nucleo storico del paese è racchiuso nelle sue antiche mura, con la Torre dell'Orologio a guardia dell'unica porta d'accesso. Lo sviluppo turistico di Porto Ercole, brulicante di vita fino a notte, è tale da rendere problematico, in alta stagione, l'attracco ai pontili. Nei giorni di punta può essere necessario ripiegare sulla vicina Cala Galera, una delle baie più suggestive ai piedi del Monte Filippo, dove trovano posto circa 700 scafi. Porto Ercole è il punto di partenza ideale per effettuare il periplo del promontorio: lasciandosi alle spalle il porto, si può ormeggiare vicino all'Isolotto (poco più che uno scoglio dai contorni simili a quelli di un grosso pesce) per un primo tuffo in un mare cristallino. Presso Punta Avoltore, dove sorge una delle tante torri d'avvistamento, sia ammira l'Elefante Bianco: la villa dei reali d'Olanda. Un sottilissimo braccio di mare divide la punta di Torre Ciana dalla meravigliosa Isola Rossa, un punto di riferimento per lo snorkeling e le immersioni subacquee, con i suoi fondali ricchissimi di organismi vegetali e animali. Sul ciglio della parete rocciosa di Capo d'Uomo, da una torre diroccata del periodo senese a 350 metri sul mare, un panorama mozzafiato abbraccia le isole del Giglio e di Giannutri e un lunghissimo tratto di costa. La torre, naturalmente, è raggiungibile solo attraverso un sentiero che parte dalla strada panoramica. Fra Cala Piccola e Cala Grande ci si imbatte nell'isolotto di Argentarola, un altro suggestivo spuntone di roccia affiorante dal mare. Un'immersione in questo tratto, o nella grotta sommersa di Argentarola, permette di ammirare coloratissime gorgonie gialle e rosse che offrono rifugio a moltissime specie: murene, musdee, gronghi, polpi, scorfani, aragoste. Non sono esclusi anche avvistamenti di branchi di ricciole o addirittura di barracuda. Fra gli approdi più affascinanti c'è, poi, Cala Grande, incorniciata da ulivi e dalla più rigogliosa vegetazione mediterranea. La baia è accessibile anche via terra, con un bel sentiero immerso nel verde. Superata la Secca della Cacciarella, una caletta più raccolta per gli amanti della solitudine, e doppiata la punta del faro, si giunge infine a Porto Santo Stefano, la più importante località turistica dell'Argentario. Fra le tante popolazioni giunte sul versante nord del promontorio, solo i Romani hanno lasciato traccia del loro passaggio: presso il tombolo della Giannella si trovano i resti semi-sommersi della villa romana appartenuta alla famiglia dei Domizi Enobarbi. Merita una visita soprattutto la massiccia Fortezza Spagnola, costruita all'inizio del Seicento, dove sono esposti i tesori archeologici recuperati dai fondali dell'Argentario.

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