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Venerdì, 22/09/2017
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Nel Golfo dei Poeti, da Lerici a Portovenere

lerici

Fu il commediografo Sem Benelli a ribattezzare “Golfo dei Poeti” l'ampio bacino del Golfo di La Spezia, chiuso a occidente dal promontorio di Portovenere con la vicina isola Palmaria, a oriente da Lerici e dalla punta di Maralunga. In effetti non si contano gli artisti, gli intellettuali e gli scrittori che stabilirono qui il loro rifugio a cominciare dal XIX secolo. Da George Byron ai coniugi Shelley, da David H. Lawrence a George Sand, fino agli italiani Gabriele D'Annunzio e Mario Soldati. Il fatto è che qui le suggestioni di una costa rocciosa a strapiombo sul mare, dei rilievi boscosi o terrazzati, si sommano alle seduzioni di una cucina dalle origini povere ma straordinariamente varia e gustosa, che unisce tradizioni di mare e di terra. Matrimonio sancito da un olio senza pari al mondo. Se poi si considera il fascino storico dei luoghi, di fortificazioni e strade di collegamento che risalgono all'Impero Romano o, al più tardi, al Medioevo, dei borghi millenari incastrati nel fianco della montagna e a picco sul mare, il Golfo dei Poeti appare in realtà come un'oasi per tutti i gusti e per tutte le stagioni. Proprio da uno di questi borghi si può partire per un'intensa ricognizione costiera, facile da realizzare anche in auto per la vicinanza di La Spezia e la presenza di strade di collegamento che non turbano l'equilibrio naturale e la bellezza del paesaggio. Chi si muove in barca, invece, può attraversare in breve il golfo, spostandosi da un versante all'altro. Sulla costa di levante, San Terenzo dista appena dieci chilometri dal capoluogo, ma sembra lontano anni luce dai traffici e dai cantieri spezzini. Storia e fisionomia del paesino sono quelli classici dei borghi marinari liguri: un pugno di casupole di pescatori addossate a un castello costruito dagli stessi abitanti nel Quattrocento, attorno a una rocca più antica che aveva già avuto un ruolo negli scontri fra le repubbliche marinare di Genova e Pisa. Pochi metri più in basso, le mura dorate si specchiano in un mare limpido e smeraldino, che verso il largo assume tonalità più intense ma mai troppo accese o violente. Alle spalle del fortilizio c'è la spiaggetta della Marinella, la più pittoresca e la meno attrezzata, mentre l'espansione del borgo ha inglobato Villa Magni, residenza di Percy Bysshe Shelley e della moglie Mary. Totalmente immersa nella vegetazione di pini e lecci è, invece, la dimora di Sem Benelli. Villa Marigola con il suo giardino romantico si incontra appena usciti dall'abitato, in direzione di Lerici, costeggiando la spiaggia della Venere Azzurra. La strada si mantiene praticamente in riva al mare e porta sul fianco opposto della baia. Lerici è il centro che ha conosciuto il maggiore sviluppo turistico. Fenomeno per niente casuale, visto l'aspetto del nucleo antico, ai piedi del promontorio roccioso su cui sorge il castello. Attraverso un reticolo di stradine acciottolate, vicoli e arcatelle si raggiungono le mura poderose della fortezza cinquecentesca, che oggi ospita un moderno Museo Geopaleontologico: non solo fossili e impronte di dinosauri, ma anche simulazioni di eventi sismici e visite guidate all'isola di Palmaria, oasi naturalistica di cruciale importanza. Al primo piano del castello si può visitare la cappella duecentesca di Sant'Anastasia, con le tipiche decorazioni in marmo bianco e nero del gotico pisano e genovese. Usciti sui bastioni, poi, si resta inevitabilmente conquistati da un panorama che abbraccia da un lato Portovenere con le isole di Palmaria e del Tino, dall'altro la costa toscana e le cime delle Alpi Apuane. Dopo Lerici, tecnicamente, si è fuori dal golfo ma la strada costiera prosegue bellissima fra la scogliera e un rigoglio verdeggiante di pini e ulivi dal lato di terra. In tre chilometri, doppiata la Punta di Maralunga, si entra nella frazione di Fiascherino: poche case variopinte fanno da cornice alla baia sabbiosa che incantò David Herbert Lawrence, autore de L'amante di Lady Chatterley. Con un altro chilometro di strada si arriva a Tellaro, “un nirvana tra mare e cielo, tra le rocce e la montagna verde”, come scrisse Mario Soldati. Le case dalle tinte pastello, i carruggi e le viuzze scalinate, la chiesetta di San Giorgio affacciata sul mare con le pareti rosa ne fanno uno dei borghi più belli d'Italia. La strada finisce qui ma, dopo un piatto di “polpo alla tellarese” condito con l'ottimo olio ricavato dagli uliveti che circondano il paese, si può anche imboccare uno dei tanti sentieri escursionistici che serpeggiano nell'entroterra, nel paradiso della macchia mediterranea. Le colline boscose comprese fra la costa e il fiume Magra, che sfocia al confine con la Toscana, ricadono nell'area protetta dal Parco di Montemarcello Magra. L'itinerario in barca, invece, può proseguire sul versante occidentale del golfo a Portovenere, che occupa l'estremità del promontorio che separa le Cinque Terre dal Golfo di La Spezia. Anche qui gran parte degli edifici storici e del tessuto urbano si sono conservati intatti dal XIII secolo. L'itinerario ideale si snoda dalla caratteristica Calata Doria, cuore marinaro ma anche turistico del borgo, con le “case-fortezza” addossate le une alle altre e la chiesetta di San Pietro letteralmente aggrappata agli scogli. Attraversando un microcosmo di taverne, negozietti e case dalla facciata dipinta, si sale alla Collegiata di San Lorenzo, suggestivo incrocio di forme romaniche e gotiche, e al castello dalle torri quadrate. Tutta da scoprire a piedi, infine, è la fiabesca isola di Palmaria, che con Portovenere e le Cinque Terre figura fra i patrimoni dell'Umanità sanciti dall'Unesco. L'interno è ammantato da una vegetazione ricchissima comprendente circa 500 specie floreali e arboree. La costa si caratterizza per il contrasto fra il versante orientale, che digrada dolcemente verso il mare, e quello occidentale con una successione di falesie alte quasi 200 metri, in cui si aprono una moltitudine di grotte. La più bella è la Grotta Azzurra, accessibile anche in barca a remi.

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