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Venerdì, 22/09/2017
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Da Bologna alla Madonna di San Luca

santuario della madonna di san luca
Guide turistiche
Nathalie Zaveroni - Bologna
[dettagli] - [mappa]

Fra le tante gite domenicali sui colli, la più classica escursione dei cicloamatori di Bologna è certamente la salita al Santuario della Beata Vergine di San Luca. Infatti il santuario (uno dei simboli del capoluogo emiliano assieme alle due torri) se ne sta appollaiato in cima a un poggio di circa 300 metri dal quale la vista spazia senza ostacoli sulla città e sul profilo morbido e verdeggiante delle colline circostanti. Le ragioni di tanto affetto non derivano solo dal panorama. Vale la pena ricordare innanzitutto che il Santuario della Madonna di San Luca vanta quasi quattro secoli di storia ed è meta di pellegrinaggi un po' da tutta la regione. Ma per gli appassionati delle due ruote l'aspetto più entusiasmante è quello strettamente tecnico, legato al percorso che permette di guadagnarsi la meta. Un tracciato che impegna i muscoli e appaga regalando bei paesaggi, senza risultare troppo faticoso. Ai meno allenati potrà capitare, in qualche tratto, di scendere dalla sella e spingere la bicicletta in corrispondenza degli strappi più ripidi, ma nel complesso l'ascesa è breve e ha il grande vantaggio di poter essere percorsa tutto l'anno, evitando le giornate piovose o, in estate, le ore della canicola. Il percorso ad anello di 22 chilometri (percorribile in un paio d'ore) può cominciare da Porta Santo Stefano, sui viali che circondano il centro storico di Bologna. La porta si raggiunge con estrema facilità dalle due torri, percorrendo per intero via Santo Stefano. Attraversato il viale si seguono via Murri e via Toscana, lasciandosi progressivamente alle spalle il centro trafficato del capoluogo. Si entra nel territorio del comune di Pianoro e, nel borgo di Rastignano, si imbocca a destra via del Paleotto. La strada attraversa il torrente Savena per mezzo di un ponte costruito in epoca medievale, quindi prosegue nel Parco del Paleotto, un'ampia zona verde ombreggiata da alberi secolari. Coperti circa 800 metri si raggiunge un trivio dove bisogna scegliere la via di Paderno. Qui la strada comincia a guadagnare quota per mezzo di una serie di tornanti. A Paderno si piega a sinistra per un breve tratto sulla via dei Colli, poi si imbocca a destra via Cavaioni. Per un chilometro la strada scende dolcemente, consentendo di godere a pieno del paesaggio. Infatti si costeggia il Parco Cavaioni, uno dei più estesi delle colline bolognesi, fra prati e boschetti misti di cerri, frassini, carpini e peri selvatici. La discesa diventa poi più ripida, imponendo prudenza in corrispondenza di alcune curve cieche. Ma all'improvviso inizia il tratto più impegnativo: una scalata in piena regola che mette a dura prova i muscoli e può anche indurre a smontare dai pedali. Per fortuna il tratto è breve. Si ignora la stradina sulla destra che scende alla chiesetta di Casaglia, immersa in un fitto bosco. Poco oltre, a un bivio, si lascia la via di Casaglia (che riporterebbe in città) e si sceglia la via di Monte Albano che porta al santuario. La prima parte è in discesa e presenta parecchi tornanti. Nella seconda parte aumentano i rettilinei e gli scorci panoramici. Incantevole, in particolare, la vista sulla valle del fiume Reno (a sinistra) con i laghetti del Maglio. L'inizio della salita indica che manca ormai un chilometro alla meta, dove sarà possibile dissetarsi e rifocillarsi. Il Santuario di San Luca occupa il vertice del Colle della Guardia e affascina per la mole della sua architettura barocca. La sosta è obbligata, sia per ritemprarsi, sia per contemplare il panorama sui boschi, sulla città e sulla Pianura Padana. Nella chiesa decorata da pittori bolognesi tra cui Guido Reni e Guercino, è custodita un'icona della Madonna venerata fin dal Medioevo. Si torna in sella per affrontare la vertiginosa discesa lungo la strada che costeggia il portico seicentesco del santuario. Le 666 arcate del porticato, unico al mondo per lunghezza (3,6km) collegano San Luca a Bologna, mentre le 15 cappellette che si incontrano lungo il percorso raffigurano i misteri del Rosario. La discesa merita attenzione particolare: prima di affrontarla è bene verificare la perfetta efficienza dei freni che saranno spesso sollecitati, specialmente prima delle numerose curve a gomito. Il rientro a Bologna avviene nei pressi dello stadio e dell'Arco del Meloncello, dove ci si immette sull'arteria di via Saragozza. Raggiunta Porta Saragozza si svolta a destra sui viali per ritornare, in breve, al punto di partenza.

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