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Mercoledì, 22/11/2017
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Nel Parco dei Lagoni di Mercurago

lagone

A pochissimi chilometri dalla cittadina di Arona, in provincia di Novara, si incontrano le caratteristiche colline moreniche che caratterizzano il versante piemontese del Lago Maggiore. Il territorio è protetto da una riserva naturale comprendente le torbiere di Mercurago, gli ampi pascoli destinati al tradizionale allevamento dei cavalli purosangue, e parecchi boschi che talvolta cedono il passo a zone umide (i cosiddetti Lagoni). L'area si distingue anche per il suo valore archeologico: oltre alle rovine di alcune domus romane, le testimonianze rinvenute fra queste colline hanno dimostrato l'esistenza di insediamenti risalenti all'età preistorica del bronzo (la “civiltà di Golasecca”). Il Parco dei Lagoni di Mercurago, che tutela l'ambiente e i siti d'interesse storico, è gestito dall'Ente Parchi del Lago Maggiore, assieme alle vicine riserve di Fondotoce e dei Canneti di Dormelletto. L'ambiente offre spunti diversi e interessanti in tutte le stagioni: lo spettacolo delle fioriture primaverili (dagli anemoni di marzo alle robinie di maggio), i colori e gli odori dei boschi in autunno, le gelate dell'inverno, quando il Lagone si trasforma in una pista di pattinaggio naturale, i flussi degli uccelli migratori che popolano stagni e torbiere. Proprio le zone umide riservano gli scenari più sorprendenti: qui cresce una rara flora palustre che costituisce l’habitat ideale per più di cento specie di uccelli. Le escursioni nel parco sono guidate da percorsi e sentieri tematici che consentono di apprezzarne tutte le attrattive, compresi i siti archeologici. Gli itinerari ciclabili, data la conformazione del territorio, sono particolarmente agevoli e adatti a tutta la famiglia. Il punto di partenza ideale per un escursione in bici è proprio Arona, un bel centro turistico raggiungibile da Verbania percorrendo la vecchia Statale 33, che costeggia la sponda piemontese del Verbano. Il simbolo della città è la gigantesca statua di san Carlo Borromeo, realizzata sul finire del Seicento e alta più di 23 metri. Il primo tratto su due ruote, lasciando Arona alla volta di Mercurago, segue per un chilometro il tracciato della Statale 142 per Borgomanero. Abbandonata la Statale, si attraversa il paese che dà il nome ai Lagoni e si fa rotta su Dormelletto, per entrare nella riserva naturale. Una deviazione posta dopo il centro abitato consente di raggiungere la sede del parco: da qui è possibile scegliere fra i tanti sentieri segnalati. In particolare, il percorso n. 1 è adatto agli appassionati della mountain bike. La pista sterrata sale, in un primo tempo, attraverso prati e pascoli fino a un bivio dove bisogna svoltare a destra per raggiungere Oleggio Castello, uno dei comuni compresi nell'area protetta. La strada presenta tutte le attrattive dei boschi misti, in cui si alternano querce, betulle, castagni e pini. Seguendo la Stra' Canevra, inoltre, si costeggia la dorsale morenica comprendente la collinetta di Motto Lagone, dove fu rinvenuta una necropoli risalente al VI secolo a.C. Dopo una sosta presso i resti della civiltà di Golasecca si imbocca la Stra' di Sell, per giungere sulle sponde del Lagone. È questo il vero cuore del parco, sia per il suo valore naturalistico che per le tracce dell'uomo preistorico, che qui viveva arroccato nelle palafitte. Agli appassionati di bird-watching basta un buon binocolo per apprezzare le peculiarità della fauna avicola, seguendo le evoluzioni di aironi, anatre selvatiche, svassi, rallidi. Molto più numerose sono, però, le specie di uccelli che vivono nei vicini boschi: picchi, tordi, cince, fringuelli, gufi, barbagianni, etc. Fra i rapaci è possibile avvistare il nibbio, il gheppio e la poiana. Dal Lagone, che al pari degli specchi d'acqua più piccoli si trasforma in lastra ghiacciata negli inverni più rigidi, si riprende l'itinerario ciclabile seguento la Stra d'la Buscarola, che si snoda lungo il pascolo della Turbera. Qui si possono ammirare gli splendidi purosangue allevati secondo una tradizione plurisecolare. Superato un breve tratto in salita e l'incrocio con la Stra' nova dal Pinin, il sentiero si immerge nel folto della vegetazione: da un lato si stende una splendida pineta, dall'altro un bosco misto in cui prevalgono i castagni. Al primo incrocio bisogna svoltare a sinistra, al secondo a destra, per scollinare e immergersi nei prati che circondano le scuderie del Montaccio, sede di un altro allevamento di cavalli da corsa. Dopo aver costeggiato, per un breve tratto, il confine del parco si imbocca la panoramica Stra' dal Muntasc, che attraversa aree boschive sempre diverse e interessanti, toccando pittoresche cascine, aziende agricole e allevamenti. Superato l'incrocio con una stradina privata, il percorso prosegue fra due piccole alture: sulla destra svetta una vecchia postazione di vedetta militare. Dopo aver incrociato la Stra' di Lagon, infine, si inizia a scendere verso il Lagone, da cui è possibile imboccare il sentiero dell'andata per tornare a Oleggio.

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