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Martedì, 30/05/2017
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La Ciociaria orientale, da Frosinone ad Arpino

alatri

Arte e paesaggio sono le attrattive prevalenti di questo itinerario che tocca alcuni fra i centri più interessanti della Ciociaria, sviluppandosi soprattutto nel settore orientale, ai piedi dei monti Ernici, fra i fiumi Sacco e Liri. Si parte, naturalmente, dal capoluogo Frosinone, il cui primo nucleo fu fondato su un'altura al centro della valle del Sacco. Per questo il centro storico offre scorci suggestivi in tutte le direzioni: a nord si stagliano gli Ernici, a est i Lepini, mentre a sud si intravede il profilo degli Ausoni. All'età imperiale romana risalgono i resti di un anfiteatro che sorgeva presso il fiume Cosa, semisepolti sotto le fondamenta di un edificio in Viale Roma. Il nucleo storico, purtroppo, fu gravemente danneggiato durante la prima guerra mondiale. Merita una visita, però, la Cattedrale riedificata su una chiesa romanica nel punto più alto della città. Il suo bel campanile sfoggia tre ordini di bifore e una parte terminale ottagonale, con orologi visibili da ogni zona dell'abitato. L’interno a tre navate, di stile barocco, è decorato con marmi policromi, altari nelle raffinate cappelle laterali e interessanti tele di artisti contemporanei. Poco distante sorge la chiesa di San Benedetto, fondata nel 1134 e ricostruita nell'Ottocento. Da visitare l'interno, che costituisce una preziosa pinacoteca d'arte sacra comprendente dipinti dal XVII al XIX secolo. Sempre nel centro storico è ubicato il Museo Archeologico Nazionale, che documenta la storia dell'antica Frùsino dall'Età del Bronzo all'epoca romana. Il percorso rettilineo della Statale 6 conduce in breve a Ferentino, altra città ernica che ha conservato le sue sorprendenti mura megalitiche, lunghe circa due chilometri, in cui si aprono tuttora otto porte. La più suggestiva e imponente è Porta Sanguinaria, così chiamata perché, anticamente, vi passavano i condannati a morte. All'interno della cinta muraria si apre l'acropoli: fulcro della struttura difensiva realizzata dai Romani e, attualmente, spettacolare postazione panoramica. In ottimo stato è anche il Mercato Romano coperto, nei pressi di Porta Montana, mentre solo nel 1923 è riemerso un Teatro Romano del diametro di 54 metri. Ma forse la più importante traccia della civiltà romana è il Testamento di Aulo Quintilio Prisco, magistrato e patrono di Ferentino vissuto attorno al I secolo d.C. Si tratta di un monumento epigrafico celebrativo scolpito nella nuda roccia, a forma di edicola, in cui sono impresse le ultime volontà di questo alto funzionario imperiale. Ancora nell'acropoli è posta la suggestiva Cattedrale in travertino, squisitamente romanica, decorata da una bella pavimentazione cosmatesca. Ai monaci Cistercensi e alle offerte di Federico II di Svevia si deve, invece, la chiesa gotica di Santa Maria Maggiore, il cui aspetto austero e rigoroso è ingentilito solo dai tre rosoni che si aprono nella facciata. Poco distante dall'abitato si incontra il monastero di Sant'Antonio Abate, fondato da Pietro da Morrone (il Celestino V che rifiutò la carica di pontefice). La chiesetta del convento conserva ancora il sarcofago in cui riposarono, fra il 1296 e il 1327, le spoglie del personaggio cantato da Dante. Dopo Ferentino si abbandona la statale per imboccare la strada pittoresca che sale alle pendici dei monti Ernici, offrendo vedute sempre più seducenti, e raggiunge Alatri, cittadina incantevole distesa su un pianoro. Anche qui il centro storico è raccolto attorno all'acropoli romana e protetto dalle antiche mura poligonali. La cinta fu addirittura rafforzata nel Medioevo, con l'aggiunta di alcuni torrioni quadrangolari. Sui resti del tempio di Saturno sorgono il Duomo e il Vescovado, di raffinate forme settecentesche. Molti edifici religiosi meritano una visita. Il più suggestivo è certamente la chiesa di Santa Maria Maggiore, risalente addirittura al V secolo, con lo splendido rosone finemente cesellato. L'interno è ricco di importanti opere scultoree e pittoriche. Cariche di suggestioni storiche e artistiche sono anche le chiese di San Francesco e di San Silvestro. Con brevi deviazioni è possibile raggiungere e visitare la Rocca di Fumone, dove Bonifacio VIII fece imprigionare Celestino V, l'antica Certosa di Trisulti, completamente immersa in una foresta secolare, o il Lago di Canterno, al centro dell'omonima Riserva naturale. Un breve tratto sulla Statale 155 consente di giungere a Veroli, un bel borgo medievale con parecchi scorci ed edifici interessanti. Spiccano la Cattedrale e la Basilica di Sant'Erasmo, ma bisogna uscire dal paese per raggiungere il luogo più affascinante: l'Abbazia di Casamari, che evoca le origini del celebre console Caio Mario, nemico di Silla. Si tratta di uno dei più antichi e importanti edifici gotico-cistercensi d'Italia. La facciata della chiesa è preceduta da un ampio porticato, mentre sul lato meridionale si aprono il giardino e il chiostro. Da visitare la sala capitolare, la biblioteca e il museo in cui sono raccolti importanti reperti archeologici. Dalla liquoreria provengono distillati ed elisir dalle virtù terapeutiche. Seguendo la Statale 214 si attraversa Isola del Liri, il paese natale di Marcello Mastroianni, attraversato da un fiume che alimenta due cascate in pieno centro urbano. Presso la “Cascata grande” si erge il Castello Boncompagni-Viscogliosi: un labirintico complesso di edifici e strutture militari dominato da una torre medievale e ingentilito da un vasto giardino all'italiana. Da qui, in pochi chilometri, si giunge infine ad Arpino, patria di Cicerone e del pittore rinascimentale Giuseppe Cesari (noto appunto come il Cavalier d'Arpino). Le sue opere impreziosiscono la chiesa di San Michele. Da non mancare una visita al monastero benedettino di Sant'Andrea e ai resti dell'antico centro di Civitavecchia (Civitas Vetus): nelle sue mura megalitiche si apre il noto “arco a sesto acuto”, simile alle porte d'accesso di alcune città greche. Poco distante svetta la medievale Torre di Cicerone che, secondo la tradizione, fu eretta presso i ruderi della casa dell'oratore.

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