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Mercoledì, 23/08/2017
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I castelli del Trentino

ccastello buonconsiglio

La bellezza scenografica e maestosa del paesaggio trentino trova il suo coronamento nella serie di castelli che dominano le valli di questa terra. Come scrive Aldo Gorfer: "Percorrendo quella parte delle Alpi centro-occidentali solcata dalla grande vallata dell’Adige che, con le convalli, disegna come un gigantesco albero ben radicato nell’Adriatico, il viandante è colpito dall’inaspettata catena di castelli". Una catena di antiche vestigia testimoni dei secolari passaggi di popoli e culture, della storia di un territorio da sempre luogo di incontro tra popoli nordici e mediterranei. Viaggiando alla scoperta di questi muti testimoni della storia trentina, si incontra Castel Beseno, che sorge sulla sommità dell’omonima collina, e rappresenta il più ampio complesso fortificato non urbano della regione. Il corpo di fabbrica originario, di epoca feudale, era caratterizzato da tre nuclei provvisti di torri in corrispondenza delle due estremità della collina. Numerosi avvenimenti storici si sono svolti all'ombra delle poderose mura del maniero. Questi luoghi, infatti, furono coinvolti nelle guerre di partito con i Veronesi, nel XII e XIII secolo; nella battaglia del 1487 fra trentini e veneziani; negli scontri armati tra i rivoluzionari francesi e gli austriaci, per arrivare fino alle vicende delle ultime due Guerre Mondiali. Il castello è anche protagonista di numerose leggende legate a presenze fantastiche, a prepotenti signori-padroni, ad assediati in preda alla disperazione. Degno di attenzione è anche il Castello del Buonconsiglio, costruito a ridosso delle mura duecentesche della città di Trento, sede del potere dei principi vescovi dalla metà del XIII secolo fino agli inizi del XIX, quando si ebbe la secolarizzazione del principato. La struttura originaria, Castelvecchio, risalente alla metà del Duecento, ha subito numerosi interventi e rimaneggiamenti a cominciare da quelli commissionati dal vescovo Giorgio di Liechtenstein, che trasformò l’austero edificio iniziale in una lussuosa residenza, collegandola con la Torre dell’Acquila, una struttura preposta alla difesa del lato orientale della città, che l'alto prelato fece affrescare con il celebre Ciclo dei Mesi. Tra il 1514 e il 1539 il principe vescovo Bernardo Cles ampliò ulteriormente la residenza, facendo edificare il rinascimentale Palazzo Magno, che divenne una importante sede di attività politica. L’ultimo intervento architettonico risale al tardo Seicento per volontà del principe vescovo Alberti Poja, che fece edificare un’ala che congiungesse Castelvecchio con Palazzo Magno. Dopo un lungo periodo di abbandono, il castello è oggi sede di un museo nazionale. Da ricordare il Castello Thun, risalente alla metà del XIII secolo, appartenuto alla potente famiglia di cui porta il nome. Arroccato in cima a una collina vicino al paese di Vigo di Ton, in bellissima posizione panoramica, presenta una struttura civile-militare tipicamente gotica. Imponente il sistema di fortificazioni formato da torri di vedetta, bastioni lunati, fossato e cammino di ronda. Imponente la Porta Spagnola, costruita con massicci conci bugnati disposti a raggiera e aperta al centro della cortina settentrionale. Fra le numerose sale, ancora riccamente arredate, la più pregevole è la stanza del vescovo, interamente rivestita di legno di cirmolo, con il soffitto a cassettoni e una porta monumentale (1574), abitata dal principe-vescovo Sigismondo Alfonso Thun. La cappella del castello, dedicata a San Giorgio, conserva un interessante ciclo di affreschi di scuola tedesca risalenti alla seconda metà del XV secolo. Castel Thun, acquistato dalla Provincia Autonoma di Trento nel 1992, è diventato la quarta sede del museo “Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali”. Ben noti sono anche i pregi e il fascino del Castello di Arco, che domina la Valle del Sarca. Risalente al XII secolo, offre una spettacolare vista fra i ruderi del Palazzo Inferiore e della Rocca. Riferimenti storici precisi riguardanti il castello sono dati dalle lotte di proprietà tra le famiglie di Sejano e di Arco, che videro la vittoria di questi ultimi. Il castello fu abitato fino alla fine del Cinquecento, quando i Signori di Arco si trasferirono nei più confortevoli palazzi del borgo. Seguì un periodo di abbandono culminato nel saccheggio ad opera delle truppe del generale Vendome, nel 1703. Degno di menzione è, infine, il Castello di Stenico situato su un elevato dosso roccioso, una vera e propria terrazza con una magnifica vista sulla conca delle Giudicarie Esteriori. Il Castello occupò un ruolo di primaria importanza strategica e politica, come caposaldo del territorio ad ovest di Trento. Dalla metà del XIII secolo esso divenne proprietà vescovile, nonché sede del Capitano delle Giudicarie. Chiuso da una poderosa cinta muraria, l’edificio è costituito da un serie di corpi di fabbrica, che nel corso dei secoli si sono aggiunti al nucleo originale della “Casa Murata”, risalente al XII secolo e realizzata dal vescovo Adalpreto. Accanto ad essa si trova il Palazzo nuovo, databile intorno al XIII secolo e costruito secondo i canoni dell’architettura romanica, che conserva le antiche sale del Giudizio e del Consiglio. Sul terzo cortile si affaccia il palazzo di Giovanni Hinderbach, completato nel 1447 e ristrutturato nel secolo successivo. Questo edificio conserva degli interessanti affreschi fatti eseguire dal principe vescovo Bernardo Cles, al quale si deve anche la graziosa loggia rinascimentale, eretta nel 1538. La porzione orientale del castello è costituita da edifici risalenti al XII secolo. In particolare, nel “Palazzo di Nicolò” si trova l'antica cappella di S. Martino, con un importante ciclo di affreschi medioevali. Numerose sale sono arredate con mobili, dipinti, armi bianche e da fuoco e antichi utensili d'uso quotidiano, tutti provenienti dalle collezioni del Castello del Buonconsiglio. Ma i luoghi qui illustrati sono solo alcuni fra i tanti esempi dell’architettura castellana trentina che, oltre a offrire scenari suggestivi e fiabeschi, costituisce un saggio di simbiosi fra architettura militare e civile, e di sfruttamento delle caratteristiche della montagna a scopo difensivo.

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