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Mercoledì, 22/11/2017
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Nel cuore del Parco del Circeo

torre paola

Lo storico Parco Nazionale del Circeo, situato a sud di Latina, deve il suo nome al mito della Maga Circe, che riuscì a imprigionare Ulisse durante l'avventuroso viaggio dell'eroe verso Itaca. In epoca classica, queste terre erano certamente occupate da paludi e intricate foreste. Un radicale mutamento del paesaggio intervenne con la bonifica delle Paludi Pontine, negli anni '20. Circa 21.000 ettari di bosco andarono distrutti, ma se ne salvarono 3.260: quelli della Selva di Terracina che, assieme a un breve tratto di costa, al Promontorio del Circeo e al lago di Paola avrebbe costituito il primo nucleo del parco, istituito nel 1934. Oggi questa riserva comprende anche l'isola di Zannone e i laghi costieri di Monaci, Caprolace e Fogliano, e racchiude ambienti ed ecosistemi molto diversi fra loro. Si va dalla foresta alla palude e alle dune costiere. Alle dune sabbiose si aggrappano le “piante pioniere” come l'ammofila, la camomilla di mare e il giglio marino. Una flora apparentemente esile ma resistente che, dalla primavera all'estate, riserva fioriture spettacolari. Basta allontanarsi di poco dalla costa per addentrarsi nella macchia, regno del ginepro e del lentisco. Attorno ai laghi costieri si incontra la tipica vegetazione palustre, ma anche pinete e boschetti di eucalipto. Alle spalle dei laghi, infine, domina la stupenda Selva di Terracina, che oggi può essere considerata la più estesa foresta di pianura italiana. Il cerro e il farnetto sono gli alberi più diffusi, che qui raggiungono dimensioni eccezionali. Ad essi si alternano altre varietà di quercia come la farnia, la sughera e la quercia crenata (un'autentica rarità botanica). Straordinariamente fitto e rigoglioso, il sottobosco è composto da edera, pungitopo, prugnolo, asparago selvatico, ciclamino. Di quando in quando, nella selva più fitta si aprono residui degli antichi boschi paludosi, che qui sono comunemente chiamati “piscine”. Con la loro vegetazione ricca di frassini, giunchi e iris palustri, le piscine rappresentano l'ultima testimonianza degli scenari naturali delle antiche Paludi Pontine. Bisogna scalare il promontorio per godere dello spettacolo della macchia mediterranea, che sul Circeo presenta sfumature differenti: il lato settentrionale del promontorio, esposto ai venti del nord, presenta boschetti di lecci, sorbi e aceri; a sud, invece, trionfano cisto, lentisco e rosmarino. Alcune zone rocciose, particolarmente esposte al sole, sfoggiano una flora quasi tropicale, comprendente carrubi, ginepri e palme. Nella macchia più fitta si rifugiano volpi, donnole, tassi e conigli selvatici, mentre nella foresta prosperano i cinghiali. Ancor più straordinaria è la fauna avicola: fra gli uccelli della selva e quelli della palude e dei laghi, è possibile ammirare picchi di ogni specie, ghiandaie, aironi, oche selvatiche, fenicotteri, cormorani, e perfino cicogne e gru. Fra i rapaci spiccano il falco, il nibbio e la poiana. La visita al Parco del Circeo è un'esperienza gratificante in ogni stagione. Per gli amanti del birdwatching, il periodo migliore è certamente la stagione fredda, durante la quale si osservano tutte le specie che svernano nelle aree palustri. In primavera, però, è la foresta a offrire gli scenari più seducenti, nel tripudio di colori e odori che accompagnano la rinascita della vita. I visitatori dispongono di una buona rete di sentieri, adatti a ogni genere di escursione, che permettono di esplorare gli angoli piu suggestivi del parco. Un buon punto di partenza è il complesso della Cerasella, che si raggiunge laciando la strada Mediana al chilometro 89, e seguendo per circa un chilometro la sterrata che si addentra nella foresta. Attraversando lo spiazzo che si apre davanti alla Cantoniera Cerasella, si costeggia un'area in cui vivono daini e cinghiali. Superato questo recinto, un cartello indica l'inizio del “sentiero natura della Madonnella”. Il viale attraversa tutta la selva in direzione del mare, e garantisce una passeggiata indimenticabile della durata di un paio d'ore. Più avanti, in corrispondenza di un bivio, si potrà scegliere se proseguire nel folto nel bosco o piegare sulla destra per costeggiare la selva e affacciarsi sulla litoranea. È consigliabile anche una visita al Museo del Parco di Sabaudia, aperto tutti i giorni. Qui si ha modo di scoprire ogni segreto sugli ecosistemi della riserva e sulla celebre Grotta dei Guattari, dove nel 1939 fu rinvenuto il teschio di un uomo di Neanderthal in perfetto stato di conservazione. Da visitare anche la cittadina di San Felice Circeo, splendida località del litorale pontino che vanta un bel centro storico, con la “Torre dei Templari” e il Palazzo Baronale che ospitò Lucrezia Borgia.

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