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Percorsi nel Parco Naturale Orsiera Rocciavrè

Nelle Alpi Cozie settentrionali, a pochi chilometri da Torino, fra le valli Chisone, Susa e Sangone, si estende il Parco Naturale Orsiera Rocciavrè, con i suoi incantevoli scenari d'alta quota che vanno dai 1.400 metri ai 2.800 metri delle cime più elevate: il Monte Orsiera, il Rocciavrè, la Punta Cristalliera e la Punta Rocca Nera. Il tipico paesaggio alpino è caratterizzato, in questa vasta area di 11.000 ettari, da numerosi laghi di origine glaciale, specialmente nel settore centro-orientale del parco, e da valloni stretti e accidentati modellati dai corsi d'acqua. Più aspro e selvaggio è l'aspetto del versante sud-orientale del massiccio, dove la vegetazione si fa più rada e affiorano le caratteristiche pietre verdi (gli ofioliti), originate dal metamorfismo di rocce sedimentarie o magmatiche. L'ambiente naturale è di grande interesse, grazie a un'elevatissima biodiversità che dipende dalle variazioni d'altitudine e dalle diverse caratteristiche delle tre valli. Tra foreste miste e conifere, come il larice e l’abete rosso, vivono marmotte, cervi, caprioli, lepri, camosci, cinghiali, stambecchi di recente introduzione e mufloni provenienti dalla riserva faunistica dell'Albergian. Tra gli uccelli si possono avvistare l’aquila reale, il falco pecchiaiolo, l'astore, lo sparviero, il fagiano di monte, la pernice bianca e diverse specie di picchi. È stato segnalato anche il ritorno del lupo. Faggete, pascoli e pietraie costituiscono il paesaggio del versante della val Sangone, arricchito dai pittoreschi laghi della Balma, alle pendici del Robinet, e dal Lago Blu nel vallone del Sangonetto, mentre il pascolo e il lariceto prevalgono in val Chisone. Qui ha sede il Centro didattico ecologico di Pra Catinat a Fenestrelle, in una conca ornata da una foresta di pino silvestre, sul sentiero che conduce alle bergerie Jouglard e nel punto d'intersezione fra splendidi itinerari escursionistici: sentieri che portano ai laghetti della Manica, alle falde della Cristalliera, e al lago Chardonnet, dominato dall’Orsiera. Gli amanti del trekking a stretto contatto con la natura e con il paesaggio alpino possono contare anche sugli itinerari che salgono verso le cime principali del massiccio, nonché su quelli che si sviluppano attraverso l'Orrido di Chianocco e l'Orrido di Foresto, due strette gole scavate da torrenti laterali che confluiscono nella Dora Baltea, anch'esse poste sotto la protezione del parco. Nell'Orrido di Foresto, il Sentiero delle Voute può essere percorso in quasi tutti i mesi dell'anno, evitando quelli più caldi e le giornate di neve. Si parte dalla piazza della chiesa di Foresto (480 metri s.l.m.), dove si può parcheggiare l'auto, per raggiungere due grotte naturali (le Voute) sfruttate come rifugio dai pastori del Neolitico. Il sentiero si addentra poi in un fitto bosco di roverelle e sale ai circa 1.000 metri del Truc San Martino. L’escursione può essere abbinata ad una breve visita all’orrido, percorribile per poche decine di metri senza difficoltà, fino alla base delle pareti d’arrampicata. Di qui si può proseguire ancora per un tratto senza particolari problemi fino alla base di una cascata. Nei periodi di piena questo tratto è sconsigliato perché è sempre possibile la caduta di pietre dall’alto. Alle suggestioni della natura si aggiungono, nel Parco Orsiera Rocciavrè, anche quelle della cultura e della storia. In val Chisone sorge infatti il leggendario Forte di Fenestrelle, la più imponente e sorprendente fortificazione difensiva di questa terra, per molti secoli di confine, al centro di una rete di antiche strutture e strade militari impervie e sterrate. Visto da lontano, il forte ha l’aspetto di una lunga muraglia che, partendo da 1.135 metri d'altitudine, risale il versante orografico sinistro della valle fino a quota 1.770. In realtà esso è costituito da tre fortezze: il Forte San Carlo, il Forte Tre Denti, e il Forte delle Valli, collegati fra loro da altre strutture minori e da una leggendaria Scala Coperta di 3.996 gradini. Sopra di essa si snoda la Scala Reale, oggi divenuta un affascinante itinerario di trekking percorribile nell'arco di un'intera giornata. Per i meno allenati (o i più frettolosi), il forte dei Savoia si può visitare anche in tre ore, compiendo il “viaggio dentro le mura”: una visita guidata attraverso il San Carlo con la sua preziosa Piazza d’Armi, verso la polveriera e fino al Tre Denti, da cui si raggiunge la Garitta del Diavolo, una postazione d'avvistamento che, agli occhi dei visitatori, si configura come la più spettacolare piattaforma panoramica. La visita include anche un tratto della Scala Coperta, dove si incontrano le cannoniere e le ridotte, gettando uno sguardo sull’ampio paesaggio circostante. Visitando la val Susa, poi, ci si imbatte nella mole della Certosa di Monte Benedetto, posta sulla strada di accesso al parco che sale dal comune di Villarfocchiardo. Si tratta di una delle più antiche fondazioni certosine in Italia. Il fatto che sia stata abbandonata dopo circa trecento anni, nel XV secolo, ha consentito a questa struttura di conservare le caratteristiche originarie, diventando una preziosa fonte di informazioni sul monachesimo medievale.

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