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Domenica, 14/08/2022
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La Neapolis di Siracusa


Realizzato attorno alla metà del Novecento con i fondi della Cassa per il Mezzogiorno, il Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa riunisce in un'unica area di 240.000mq i più importanti monumenti dell'antichità greca e romana: il Teatro Greco, l'Anfiteatro Romano, il Santuario di Apollo Termenite, l’Ara di Ierone II, le suggestive Latomie da cui si ricavava la pietra impiegata nell'edilizia. All'ingresso del parco si incontra, sulla destra, la chiesetta di San Nicolò dei Cordari, sorta nell'XI secolo su una piscina romana. A sinistra l'Anfiteatro Romano, che ospitava i giochi gladiatori, colpisce per la forma ellittica e le dimensioni (140 per 110 metri) di poco inferiori a quelle dell'Arena di Verona. A ovest dell'anfiteatro c'è il basamento dell'Ara di Ierone, un colossale altare sacrificale su cui venivano immolati centinaia di tori in onore di Zeus Eleutherios. Ma la testimonianza più suggestiva è il grande Teatro Greco scavato nel fianco della collina da cui, fra l'altro, si ammira uno splendido panorama sul porto di Siracusa, sulla zona di Ortigia e sulle campagne circostanti. La sua cavea misura quasi 140 metri e conta 67 gradinate. In cima si apre la Grotta del Ninfeo in cui sfociano le acque dell'acquedotto greco, dando origine a una piccola cascata. Nonostante i tanti rimaneggiamenti si notano ancora le strutture che sostenevano la scena mobile e le “scale carontee” che consentivano l'improvvisa apparizione dei personaggi sulla scena. Dal 1914 il teatro ha recuperato la sua funzione originaria: ogni anno, all'inizio dell'estate, ospita il festival di rappresentazioni classiche curato dall'Inda. Camminando per la Via dei Sepolcri, un suggestivo percorso incassato nella roccia e costellato da resti di epoca classica e di età bizantina, si raggiunge la sommità del colle dove sono riemersi i resti del Santuario di Apollo Temenite. L'uso dell'area sacra come postazione militare fu decisivo, secondo Tucidide, nella vittoria riportata da Siracusa su Atene nel 413a.C. Le migliaia di ateniesi catturati furono lasciati morire nella Latomia del Paradiso, la più grande delle cave comprese nel parco. Nell'ambiente più suggestivo e più visitato di Siracusa, incorniciato da un paesaggio bucolico, si apre il famoso Orecchio di Dionisio, una grotta artificiale così chiamata da Caravaggio per la forma dell'ingresso, e forse anche per le eccezionali proprietà acustiche. L'andamento stretto e sinuoso dell'antro, lungo circa 65 metri, deriva dal fatto che fu scavata dall'alto verso il basso. Nella Latomia del Paradiso si incontra anche la Grotta dei Cordari, vasta e scenografica per via dei grandi pilastri di roccia e del fondo coperto d'acqua. Fino a un'epoca recente la grotta è stata utilizzata dai fabbricanti di corde.

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