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Venerdì, 18/10/2019
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Il Castello di Santa Severina

castello di santa severina


A metà strada fra la Sila Piccola e la costa di Crotone si incontra Santa Severina, uno dei borghi più affascinanti della Calabria. Il paesino sorge su uno sperone tufaceo (la “nave di pietra”) affacciato sulla valle del fiume Neto. Il suggestivo rione della Grecìa ha conservato intatto il suo impianto urbanistico bizantino, con le case dei notabili appollaiate in cima al colle e quelle dei meno abbienti parzialmente scavate nella roccia. Testimonianze della colonizzazione bizantina sono pure l'antichissimo Battistero in pianta circolare, costruito fra VIII e IX secolo (vi si accede da una porticina nella Cattedrale), e la chiesetta di Santa Filomena con la caratteristica cupoletta cinta da colonnine: risale all'XI secolo e si distingue per l'intreccio di elementi architettonici bizantini e normanni. Nell'area occupata un tempo dal Kastro bizantino, dal 1076, sorge il suggestivo Castello eretto per volontà di Roberto il Guiscardo. Nella fortezza, distesa su una superficie di circa 10.000mq, si sommano influenze normanne, sveve, angioine, aragonesi e persino arabe, stratificate attraverso i secoli. Per non dire dei rifacimenti che interessarono la struttura nel Cinquecento quando i Carafa, conti di San Severino, ne fecero la loro residenza signorile. Da allora sarebbe stato identificato come Castello Carafa, pur passando ai Ruffo di Calabria, agli Sculco e ai Greutther. Questi ultimi, nel Settecento, ne decorarono riccamente gli ambienti interni, commissionando gli affreschi e gli stucchi al pittore Francesco Giordano. Esternamente la fortezza si presenta con il suo gigantesco mastio quattrocentesco che svetta sull'orlo della rupe, coronato da merlature e difeso da quattro torri angolari. In corrispondenza delle torri si sviluppano altrettanti bastioni sporgenti. Un massiccio ponte in pietra scavalca il fossato che costeggia tre lati della costruzione, garantendo l'accesso al maniero dalla Piazza del Campo. La visita non si limita agli esterni: infatti un recente e laborioso restauro ha permesso il recupero completo della struttura con il suo patrimonio decorativo. Al piano nobile si visitano, ad esempio, la ”stanza della cortesia”, il “salone dell'incannicciata” (dalle fastose decorazioni a stucco dorato) e il salone di rappresentanza in cui Francesco Giordano dipinse Il trionfo dei Greutther. Due musei archeologici sono stati allestiti al piano terreno e nel bastione dello Stendardo, per ospitare i reperti derivanti dalla campagna di restauro, attraverso i quali si ripercorre la storia della fortezza, e quelli provenienti dal territorio circostante. Il bastione dell'Ospedale, invece, accoglie il Centro di documentazione sui castelli e le fortificazioni calabresi.

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