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Mercoledì, 24/07/2019
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Castelli matildici a sud di Reggio Emilia

castello di canossa

Figura di spicco del Medioevo, nell'epoca tormentata della lotta per le investiture che vedeva l'impero contrapposto al papato, Matilde di Canossa regnò per quarant'anni su un territorio esteso dal Lazio al Lago di Garda. Dante la collocò nel Paradiso per la sua fondamentale opera di mediazione fra Gregorio VII e l'imperatore Enrico IV. L'umiliazione subita dall'imperatore a Canossa, dove Matilde aveva il suo centro di potere, è uno degli episodi più famosi della storia medievale: secondo la tradizione Enrico IV fu costretto ad attendere per tre giorni inginocchiato nella neve, col capo cosparso di cenere, prima di essere ricevuto nel castello e ottenere dal papa la revoca della scomunica. Oggi del castello in cui Matilde risiedeva restano solo i ruderi, ma in provincia di Reggio Emilia sono ben 22 le fortificazioni appartenute alla contessa, fra i comuni di Canossa, Rossena, Montecchio, Correggio, Novellara, Carpineti, Quattro Castella e Scandiano. Visitare i castelli e le rocche matildiche, leggendarie per la loro inespugnabilità, significa immergersi completamente nell'atmosfera medievale, in un clima denso di suggestioni storiche e paesaggistiche. Le emozioni più intense si offrono proprio fra le rovine fiabesche del Castello di Canossa (raggiungibile in breve da Ciano d'Enza). Le mura meridionali e la cripta di Sant'Apollonio, ancora in piedi, svettano dalla prima metà del X secolo su una rupe di arenaria bianca. Non si fatica a capire perché il luogo sia stato scelto come il centro di un grande sistema difensivo in grado di controllare le valli appenniniche e la pianura padana. La morte di Matilde segnò il rapido declino del castello che finì con l'essere demolito a cannonate da Ottavio Farnese nel Cinquecento. Informazioni, documenti, e ritrovamenti legati al castello (tra cui un fonte battesimale dell'epoca di Matilde) sono ora raccolti nel Museo Nazionale di Canossa. Parecchie altre fortezze sono in buono stato di conservazione e meritano di essere visitate. La più vicina è la Rocca di Rossena, che si incontra appunto sulla via per Canossa. La Rocca e la vicina torre di vedetta di Rossenella costituivano il baluardo difensivo occidentale. Restaurata nel 2000 per il Giubileo, la fortezza mantiene inalterata la sua struttura da mille anni. Le possenti mura rossastre appaiono come una continuazione naturale della roccia vulcanica che funge da base. È possibile visitarla e soggiornare nell'ostello che vi è stato ricavato. Da vedere, poco più a nord, anche il Castello di Bianello, nel comprensorio di Quattro Castella: circondato da un'oasi naturalistica, sfoggia le decorazioni barocche dovute a un restauro del Seicento. Tappe importanti del “circuito matildico” sono pure il Castello di Carpineti (visitabile) con l'imponente torrione quadrangonale che domina il territorio dalla vetta del Monte Antoniano, e il Castello di Castellarano (a sud-est di Reggio, sul fiume Secchia), attorno al quale si è sviluppato un borgo che conserva il suo aspetto medievale. L'itinerario si può concludere a Scandiano, dove si visita la fortezza trecentesca in cui nacque Matteo Maria Boiardo.

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