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Sabato, 26/05/2012
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Lucca: la Pinacoteca di Palazzo Mansi

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Allestita in una prestigiosa residenza nobiliare seicentesca, la Pinacoteca Nazionale di Palazzo Mansi a Lucca è uno splendido esempio di “museo nel museo”. Infatti l'edificio costruito fra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII per la famiglia Mansi spicca come uno degli esempi più importanti dell'architettura civile lucchese. Non tanto per gli esterni che si presentano scarni e lineari, ma per gli splendidi interni ristrutturati e arricchiti con decorazioni barocche sul finire del Seicento. La visita al palazzo consente tuttora di ammirare, soprattutto al piano nobile, gli stucchi, le pitture sulle volte e talvolta sulle pareti delle stanze, oltre a parte dell'arredamento originario. Una sala, in particolare, è stata interamente allestita con mobili Luigi XV. Adiacente a questa è il raffinatissimo salone da ballo affrescato dai bolognesi Gian Gioseffo dal Sole (per le scene mitologiche) e Marcantonio Chiarini (per le pitture illusionistiche a trompe l'oeil). Segue una fuga di tre salotti impreziositi da meravigliosi arazzi seicenteschi eseguiti su disegni di Juste d'Egmont, allievo di Rubens. L'ambiente più famoso è la splendida Camera degli Sposi: un armonico ambiente settecentesco che sorprende con un tripudio di stucchi, intagli, stoffe preziose, ricami in seta e la scenografica alcova separata da un arco con cariatidi. Nel soffitto campeggia un affresco raffigurante Venere che sveglia Eros. Nelle quattro sale successive si sviluppa la preziosa pinacoteca allestita già alla fine dell'Ottocento da Raffaello Mansi Orsetti. Gran parte delle tele provengono dalla “Guardaroba Generale Medicea”, una cospicua raccolta donata da Leopoldo II quando la città di Lucca fu annessa al Granducato di Toscana, nel 1847. Numerose le opere dei maestri toscani: da Domenico Beccafumi (Continenza di Scipione) ad Andrea del Sarto (Vergine e Sant'Anna); dal Bronzino (Ritratto di Ferdinando I de' Medici) al Pontormo. A quest'ultimo si deve l'opera forse più famosa, il cosiddetto Ritratto di giovinetto che in realtà raffigura Alessandro de' Medici, figlio illegittimo di Lorenzo II e ultimo discendente del ramo principale del casato mediceo a governare Firenze. Notevoli anche i dipinti della scuola veneta, rappresentata fra l'altro da Veronese (Pietro l'Eremita), Tintoretto (Ritratto virile) e da Jacopo Bassano. A questi si aggiungono opere di Bergognone, Domenichino, Federico Barocci, Guido Reni, dei napoletani Luca Giordano e Salvator Rosa e dei fiamminghi Brill, Calvaert, Sustermans e Mabuse. Un biglietto cumulativo consente di visitare, oltre alla Pinacoteca di Palazzo Mansi, anche il Museo Nazionale di Villa Guinigi. Qui sono raccolti importanti materiali archeologici e opere d'arte che spaziano dall'antichità al XVIII secolo.

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