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Venerdì, 25/09/2020
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Ravenna: l'arte, i mosaici, i campanili

Abitata in origine dagli Umbri, e colonizzata dagli Etruschi, Ravenna fu conquistata dai Romani nel II secolo a.C. La città era destinata a diventare ben presto un caposaldo strategico, militare e commerciale, per l'Impero. Fu Augusto a potenziare Ravenna, dotandola di un sistema di canali che la mettevano in collegamento con il Po, e soprattutto edificando il porto militare di Classe, che avrebbe ospitato una delle più importanti flotte romane. Il periodo di massimo splendore della città coincise fatalmente con il crollo dell'Impero Romano. La pax romana era già un lontano ricordo quando, nel 402 d.C., Ravenna fu eletta capitale dell'Impero. L'obiettivo era difendere le maggiori istituzioni governative, collocandole in una città inespugnabile via terra, in virtù delle sue barriere naturali (le paludi), e imprendibile dal mare, grazie alla flotta di stanza a Classe. Ma le invasioni barbariche avevano già sgretolato l'Impero. Toccò a Teodorico, nel 476, prendere il posto dell'ultimo imperatore romano sul trono ravennate, reggendo la città fino alla sua morte, avvenuta nel 526. Ravenna continuò a svolgere un ruolo centrale, soprattutto per la Chiesa, che andava affermandosi come l'istituzione più importante della penisola italiana. L'interruzione dei rapporti con Bisanzio avviò un lento processo di declino, culminante nel Basso Medioevo, destinato ad arrestarsi nel Quattrocento, quando Ravenna cadde sotto il controllo di Venezia ma tornò a splendere e a svilupparsi, specialmente sotto il profilo urbanistico. Il centro storico di Ravenna offre molte tracce del suo antico passato, grazie all’ottima conservazione dei suoi monumenti paleocristiani e bizantini. Alla singolare bellezza dei caratteristici campanili cilindrici del IX e X secolo, si affiancano gli armonici edifici rinascimentali, risultato della ristrutturazione urbanistica dei Veneziani. L’insieme monumentale più significativo della città è certamente San Vitale, situato nella parte nord-occidentale del centro storico. Esso comprende il monastero benedettino di San Vitale del X secolo, la Basilica di San Vitale, il Mausoleo di Galla Placidia e il Museo Nazionale. La Basilica di San Vitale, con la sua inconfondibile forma ottagonale, fu eretta tra il 526 e il 547 ed è una delle testimonianze più preziose di arte paleocristiana: la semplice facciata in marmo e laterizi della basilica accompagna un interno luminoso, decorato con gli splendidi mosaici che hanno reso il capoluogo romagnolo celebre in tutto il mondo. Nelle pareti del presbiterio, due pregevoli mosaici raffigurano Teodora, con il suo corteo di ministri e matrone, e Giustiniano con i sacerdoti e il vescovo. Altrettanto notevole è il Mausoleo di Galla Placidia, intitolato alla figlia di Teodosio, che ne ordinò la costruzione, fra il 425 e il 450. L'estrema semplicità della struttura muraria esterna non fa neppure intuire lo splendore e la raffinatezza delle decorazioni interne. Visitando il mausoleo si viene nuovamente colpiti dalla bellezza dei mosaici, che fanno da corona a tre preziosi sarcofagi marmorei collocati sul pavimento, tra i quali quello che ospiterebbe, secondo la leggenda, le spoglie della stessa Galla Placidia. Nella cupola, al di sopra dei quattro simboli alati degli Evangelisti, è raffigurato un cielo notturno trapuntato da 570 stelle d'oro che roteano attorno ad un'aurea croce latina. Nei quattro lunettoni del tamburo che sostiene la cupola compaiono otto bianche figure di Apostoli in atteggiamento acclamante. A pochi minuti dal complesso di San Vitale si può raggiungere il Duomo, costruito in stile paleocristiano nel V secolo dal vescovo Orso, cui si deve anche il vicino Battistero Neoniano. Il Duomo, completamente ricostruito nel Settecento, ha un impianto a tre navate e comprende due cappelle situate alle estremità della crociera. La cappella di destra ospita i sarcofagi paleocristiani più monumentali della città. Sul fianco sinistro della Cattedrale svetta l'antichissimo campanile cilindrico, già menzionato in un documento risalente all'anno 1038. Il Battistero Neoniano conserva, invece, la sua originaria struttura ottagonale, e deve il suo nome al vescovo Neone che coprì l'edificio con una cupola e lo adornò di magnifici mosaici. L'interno è caratterizzato anche dall'alternanza di tarsie in marmo, stucchi e mosaici, nonché dalle decorazioni visibili sotto la cupola, raffiguranti il battesimo di Cristo e gli Apostoli. Spostandosi nella parte orientale della città, si incontrano la chiesa di Sant'Apollinare Nuovo, costruita da Teodorico e originariamente dedicata al culto ariano, e il celebre Mausoleo di Teodorico, con la sua solida struttura poligonale. Tutti i mosaici di Sant'Apollinare Nuovo risalgono all'età di Teodorico, ad eccezione di alcuni che adornano le fasce inferiori delle pareti, completati poco dopo la metà del VI secolo. A pochi chilometri da Ravenna, infine, sorge l'imponente basilica paleocristiana di Sant'Apollinare in Classe. L'edificio si scorge da lontano, non solo per l'imponenza della sua mole, quanto per l'alto e robusto campanile del X secolo, ingentilito da una serie ascendente di feritoie, monofore, bifore e trifore, queste ultime ornate da colonnine bianche con caratteristici capitelli a stampella. L'interno s'impone per l'ampiezza della navata mediana, lungo la quale si allineano due file di splendide colonne marmoree. Il marmo, che rivestiva un tempo anche le pareti laterali, conferiva all'intero complesso una particolare luminosità. Anche qui si ammirano meravigliosi mosaici del VII e VIII secolo raffiguranti, fra l'altro, Cristo, gli Evangelisti e alcuni leggendari vescovi ravennati.

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