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Venerdì, 26/02/2021
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Montepulciano, un borgo intatto dal Cinquecento

pozzo dei grifi e dei leoni

Al confine fra Valdichiana e Val d'Orcia, su una morbida collina calcarea è adagiata Montepulciano, città d'arte fra le più visitate della Toscana. Le origini della comunità risalgono, secondo la leggenda, al periodo etrusco, ma l'assetto del suo splendido borgo rinascimentale, storicamente conteso fra Siena e Firenze, deriva in gran parte dalle opere di fortificazione dell'architetto Antonio da Sangallo il Vecchio, realizzate all'inizio del Cinquecento per volontà di Cosimo I de' Medici. Il cuore di Montepulciano è la scenografica Piazza Grande, che occupa il vertice della collina. Un intero lato della piazza è delimitato dalla facciata del Duomo costruito fra XVI e XVII secolo sui resti di un'antica pieve. L'interno sfoggia parecchi capolavori di maestri toscani. Il più famoso è il monumentale Trittico dell'Assunta (sull'altare maggiore) dipinto da Taddeo di Bartolo nel 1401. Ai lati dell'altare, le statue della Scienza e della Fede sono del fiorentino Michelozzo, mentre sulla sinistra è collocata una Madonna col Bambino del senese Sano di Pietro. Muovendosi fra le tre navate e le cappelle si scoprono anche una splendida pala in terracotta invetriata di Andrea della Robbia, un San Sebastiano di Andrea del Sarto, una Deposizione di scuola fiamminga. A sinistra del Duomo si staglia il Palazzo Comunale, noto per la somiglianza formale con il Palazzo Vecchio di Firenze. Fu Michelozzo a disegnarne la facciata austera, divisa in tre piani e sormontata da una merlatura guelfa e dalla torre dell'orologio. Altri tre edifici rinascimentali chiudono la piazza: a ovest il Palazzo Contucci eretto dal Sangallo, a nord il Palazzo Tarugi, splendido esempio di architettura civile rinascimentale (da alcuni attribuito al Vignola) con accanto il raffinato Pozzo dei Grifi e dei Leoni; il lato settentrionale è occupato anche dal Palazzo del Capitano del Popolo, costruito nel trecento in forme gotiche. Allo stesso periodo risale il vicino Palazzo Neri-Orselli, tappa quasi obbligata in quanto sede del Museo Civico con le sue ricche collezioni d'arte. Spiccano le terracotte robbiane, la Crocifissione di Filippo Lippi, una Madonna col Bambino e San Giovannino del Pinturicchio. Passando sotto il duplice arco di Porta al Prato (uno dei bastioni aggiunti dal Sangallo) si imbocca l'arteria principale del Corso, scendendo lungo la collina. Nell'ordine appaiono alla vista la Colonna del Marzocco sormontata dal leone di Firenze, che nel 1511 sostituì la lupa senese, la chiesa barocca di San Bernardo, Palazzo Bucelli con le antiche urne cinerarie murate nella facciata, la chiesa quattrocentesca di Sant'Agostino, opera di Michelozzo. Splendidi i rilievi nella lunetta del portale, come pure il crocifisso in legno policromo (forse di Donatello) e altri piccoli tesori d'arte sacra custoditi all'interno. Su Piazza delle Erbe prospettano il possente Palazzo Cervini, costruito da Sangallo per il cardinale Cervini, e la Chiesa del Gesù, con il singolare interno di forma ellittica. Dalla piazza si snoda via Poliziano, dove si trovano la casa del poeta e consigliere di Lorenzo il Magnifico, il settecentesco Teatro Poliziano e, soprattutto, la Chiesa di Santa Maria dei Servi: nella splendida navata barocca progettata da Andrea dal Pozzo si conserva una Madonna col Bambino di Duccio da Buoninsegna. Altre chiese ricche di testimonianze artistiche, come Sant'Agnese e Santa Maria delle Grazie, si trovano appena fuori le mura, superata la Porta Prato. Lasciando Montepulciano da Porta Grassi, invece, ci si imbatte in un vero capolavoro dell'architettura rinascimentale. È il Santuario della Madonna di San Biagio, progettato da Antonio da Sangallo il Vecchio su pianta a croce greca, con una cupola posta all'incrocio dei due bracci e due campanili ai lati della facciata. Le linee maestose e solenni del tempio costituirono, nel Cinquecento, un esempio per la realizzazione di molti altri edifici religiosi toscani.

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