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Giovedì, 22/08/2019
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Da Catania a Taormina: lo spettacolo dell'Etna

aci castello

Questo itinerario, carico di attrattive paesaggistiche e culturali, si snoda a partire da Catania, città dalla vocazione industriale, di cui troppo spesso si trascurano le bellezze architettoniche. Prima di mettersi in marcia, infatti, è certamente consigliabile una visita in piazza del Duomo. Qui si erge la mole della stupenda cattedrale dedicata a Sant'Agata, edificata nel XII secolo da Ruggero il Normanno, parzialmente distrutta dal terremoto del 1693 e ricostruita nel sontuoso stile barocco che caratterizza la facciata. Da vedere anche la Chiesa Collegiata, in via Etnea, e la monumentale via dei Crociferi (meglio nota come “via delle chiese”), cui si accede attraverso l'arco di San Benedetto, costruito abusivamente in una sola notte per congiungere la “badia grande” del Monastero delle benedettine con la “badia piccola”. Notevole, infine, anche il Castello Ursino, in piazza Federico II di Svevia, fatto costruire dallo Stupor Mundi nel 1239. Uscendo da Catania si imbocca la Statale 114, che costeggia la leggendaria Riviera dei Ciclopi: una costa mitica che ha ispirato poeti e scrittori, scelta da Giovanni Verga come ambientazione dei Malavoglia. Ad Aci Trezza, infatti, sembra ancora di poter riconoscere i volti e gli ambienti descritti nel primo romanzo verista. Percorrendo la strada costiera verso nord, si contempla un susseguirsi di frutteti e agrumeti che caratterizzano la mitica “terra di Aci”, che prenderebbe il nome dal leggendario pastorello innamorato della ninfa Galatea e ucciso dal ciclope Polifemo per gelosia. Ma la ragione di questa denominazione risiede probabilmente nel paesaggio marittimo. Volgendo lo sguardo verso il mare, infatti, si ammirano i faraglioni, di ogni foggia e dimensione, che emergono dalle acque. Queste colonne di basalto, che hanno dato origine al complesso delle Isole dei Ciclopi, aiutavano i navigatori dell'antichità a orientarsi e a mantenere la rotta. Furono appunto i Greci a chiamare “Akis” gli spuntoni di roccia vulcanica cui, più tardi, i pescatori siciliani avrebbero attribuito nomi di parenti e persone care. Prima di raggiungere Aci Trezza si attraversa l'abitato di Aci Castello. Una visione fiabesca è offerta dal castello di origine Normanna, realizzato su di un costone di lava basaltica a strapiombo sul mare. L'ultimo centro che si incontra sulla costa, prima di addentrarsi nell'entroterra, è la bellissima Acireale. Questa città conserva straordinari tesori architettonici e monumentali, espressione dello stile barocco che ha lasciato una forte impronta nel centro storico. Nel complesso monumentale di piazza Duomo trionfa lo splendore della basilica di San Sebastiano, affiancata dalla chiesa dei S.S. Pietro e Paolo e dal Palazzo di Città: tutti mirabili esempi di barocco siciliano. Da Acireale si fa rotta verso ovest e, attraversando un fitto reticolo di borghi (San Giovanni, Aci Catena, Aci Sant'Antonio, Viagrande e Pedara) si raggiunge Nicolosi, un pittoresco borgo di circa 5.000 abitanti, abbarbicato alle pendici del vulcano e spesso definito “la porta dell'Etna”. In effetti, Nicolosi ha più volte subito la furia distruttrice delle sue eruzioni. Da qui parte la strada che si inerpica, attraverso una serie di tornanti, fino ai 1910 metri del Rifugio Sapienza: il punto più alto e più vicino al cratere che si possa raggiungere in auto. L'ascesa verso il rifugio si sviluppa, in un primo tempo, fra vigneti e frutteti che prosperano su un terreno di origine lavica estremamente fertile. Successivamente, le coltivazioni rigogliose lasciano il posto a campi di ginestre e, infine, al paesaggio surreale e lunare della nuda roccia lavica, rischiarata di notte dai bagliori del vulcano. Dal Rifugio Sapienza partono le visite guidate verso il cratere, per mezzo di automezzi e di una funivia. Discendendo il versante meridionale dell'Etna si incontra il paesino di Zafferana, noto anche per il fiorente artigianato del legno, che costituisce un altro eccellente punto di riferimento per le escursioni nel Parco dell'Etna. Superata Santa Venerina si può imboccare la A18 in direzione di Messina, per un breve tratto autostradale. Si esce a Giardini Naxos per visitare i resti dell'antica colonia greca, distrutta dal tiranno Dionigi di Siracusa, da cui giunsero i fondatori della vicina Taormina. Il Parco Archeologico e il Museo di Naxos svelano le origini del più antico insediamento greco in Sicilia. Si giunge, infine, a Taormina, autentica perla dello Jonio capace di racchiudere in sé bellezze naturalistiche e ambientali e un patrimonio storico e artistico straordinario. Il simbolo della città è certamente il famoso teatro greco del III secolo a.C., ma Taormina vanta numerose testimonianze di notevole importanza archeologica, mentre il centro cittadino è punteggiato da splendidi palazzi (Corvaia, Ciampoli, Duca di Santo Stefano) costruiti a partire dal XV secolo.

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