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Martedì, 17/07/2018
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Le ville di Bagheria

villa palagonia

La bellissima conca orientale del Golfo di Palermo, su cui si affaccia Bagheria, divenne in epoca barocca il luogo di villeggiatura preferito dei nobili palermitani, attratti dalla bellezza del paesaggio con i suoi verdi pendii digradanti sul mare. Prima che si sviluppasse il centro abitato, sorsero così le straordinarie dimore che tuttora costituiscono una delle immagini più sorprendenti e affascinanti dell'arte barocca in Sicilia. La “capostipite” fu villa Butera, sorta nel 1658 alle pendici del monte Catalfano, per accogliere Giuseppe Branciforte, principe di Butera. L'imponente facciata del palazzo, animata da una sontuosa scalinata a due rampe, si incontra in fondo all'omonimo corso attorno al quale si sviluppa l'abitato. In seguito venne edificata villa Palagonia, uno dei monumenti più apprezzati e visitati della regione. La scenografica costruzione ellittica è circondata da un recinto punteggiato da statue singolari e grottesche di nani, mostri e mendicanti. Stupendi affreschi, marmi e altorilievi decorano le sale del piano nobile. L'architetto Tommaso Maria Napoli, autore del progetto, realizzava pochi anni dopo anche la fastosa villa Valguarnera, col suo vasto piazzale a doppia esedra. È forse questa la residenza più imponente di tutte, capace di colpire l'immaginazione di scrittori come Dacia Maraini e Stendhal, che ebbe modo di godere del panorama visibile dalla sua terrazza, e dello studioso di tradizioni popolari Giuseppe Pitrè, che così scrisse: “Villa Valguarnera era la reggia fra le case principesche della verde vallata”. L'edificio si erge al centro di un parco recintato da terrazze e balaustre, con una stupenda facciata curvilinea che accoglie al suo interno lo scalone d'accesso a tenaglia. La corte antistante il palazzo presenta due vaste terrazze sostenute da un portico di 36 colonne. Nel 1736 sorgeva villa Cattolica, che attualmente ospita un'ampia raccolta di opere d'arte donate da Renato Guttuso, nativo di Bagheria, attorno alle quali si è sviluppata la Galleria comunale d'arte moderna e contemporanea. Le spoglie di Guttuso sono custodite in un'arca monumentale realizzata dall'amico Giacomo Manzù, nel giardino della dimora. Il palazzo appare legato a un modello di costruzione medievale, con mura merlate, cui si abbinano decorazioni barocche. Le due facciate si sviluppano su curve opposte, mentre una elegante scalinata in pietra calcarea domina il prospetto principale e conduce al piano nobile. Il portale e altri elementi architettonici, al contrario, evidenziano uno stile rinascimentale. Presso la stazione ferroviaria di Bagheria si ammira villa Cutò, di aspetto massiccio e tetragono, simile ad alcuni storici palazzi municipali. Il disegno della dimora, che originariamente apparteneva al principe di Aragona Baldassarre Naselli, fu realizzato dal frate architetto Giuseppe Minore. Sul portone centrale, col suo caratteristico scalone coperto, domina la loggia belvedere su cui si affaccia il piano superiore. Vivaci decorazioni in marmo rosso ingentiliscono gli interni. Nelle volte sono visibili i resti di pregiate decorazioni. Con lo sviluppo urbano incontrollato, questa villa, come molte altre, perse il suo giardino molto prima di essere rivalutata dal Comune e adibita a Biblioteca e sede di un Museo del giocattolo. Palazzo Galletti Inguaggiato è una delle ville settecentesche meglio conservate della città: oggi si affaccia su corso Butera, pur conservando il suo classico aspetto di residenza nobiliare di campagna. La facciata, austera ma signorile, ha il caratteristico colore della pietra d'Aspra, vivacizzato da numerose decorazioni e festoni neoclassici. Notevoli i fregi dei balconi e i quattro vasi in tufo che sormontano il muro dell'attico. Un grande salone riccamente affrescato è illuminato da ampie finestre che danno sul corso. Nonostante l'assenza di arredi, molte sale del palazzo spiccano per la ricchezza e l'eleganza delle decorazioni dal gusto sospeso fra estro barocco e compostezza neoclassica. Alla prima metà del Secolo dei Lumi risale anche Villa Trabia, col suo corpo centrale a tre piani affiancato da due ali sporgenti ma più basse. I prospetti dell'edificio, molto originali, sfoggiano lesene, architravi e decorazioni in stucco di colore bianco su fondo grigio: esempio unico fra le ville di Bagheria. Dalla terrazza si ammirano il vasto giardino di piante secolari, ornato da splendide statue, fontane e vasi, oltre alle vicine residenze di Valguarnera e Cirrincione. Merita una visita anche Villa San Cataldo, delimitata dalle caratteristiche torrette angolari e da un rigoglioso parco, e trasformata sul finire dell'Ottocento secondo lo stile neogotico. Alle falde del colle Serradifalco, infine, si incontra villa Arezzo-Spedalotto, un palazzetto settecentesco dagli interni meravigliosamente decorati con affreschi, che hanno contribuito all'ambientazione del film Johnny Stecchino di Roberto Benigni. Qui pare sia nato Ferdinando II di Borbone, detto “il crudele”, di cui si conserva tuttora la culla.

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