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Mercoledì, 22/01/2020
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Venezia: la Ca d'Oro e la Galleria Franchetti

tiziano - venere allo specchio

È tra i palazzi signorili che meglio rappresentano lo stile Gotico veneziano e, grazie alla sua posizione privilegiata sul Canal Grande, anche uno dei monumenti più fotografati di Venezia. La celebre Ca d'Oro spicca con il “merletto pietrificato” che ne adorna la facciata fra gli edifici storici del sestiere Cannareggio. Forse proprio l'asimmetria del suo prospetto ha contribuito a incrementarne la fama, inducendo anche a ritenere l'opera incompiuta. In effetti questa casa-fondaco quattrocentesca, realizzata per il ricco mercante Marino Contarini da un pool di architetti e scultori tra cui i veneziani Giovanni e Bartolomeo Bon, fu volutamente concepita nella forma che oggi si ammira. Nella parte sinistra si aprono le tre gallerie sovrapposte: portico al piano terreno e logge ai piani superiori, in un fiorire di arabeschi che culmina con le merlature marmoree del coronamento. I trafori del primo piano, in particolare, ricordano da vicino quelli del Palazzo Ducale. Nell'ala destra prevalgono le bifore e il rivestimento in marmi pregiati. Purtroppo la residenza ha perso le decorazioni policrome e le dorature che ricoprivano la facciata, da cui deriva la denominazione. Al termine di una lunga serie di spartizioni e passaggi di proprietà, la Ca d'Oro fu acquistata nel 1894 dal barone Giorgio Franchetti, il cui unico scopo era restaurare il palazzo, riportandolo al suo aspetto originario, per farne lo scrigno della sua ricca collezione di opere d'arte. Nel 1916 il barone donò l'intera collezione allo Stato Italiano. Con l'aggiunta di ulteriori raccolte d'arte nacque così la Galleria Giorgio Franchetti, aperta al pubblico come nei desideri del suo fondatore. La visita alla Ca d'Oro, però, comincia dal cortile porticato realizzato su commissione del barone Franchetti, con un pregevole pavimento in marmi policromi ispirato alle decorazioni cosmatesche. Al centro del cortile troneggia una splendida vera da pozzo in marmo rosso di Verona, scolpita nel 1427 da Bartolomeo Bon: fra le decorazioni floreali emergono le allegorie femminili della Giustizia, della Fortezza e della Carità. Le sale del museo sono state ricavate ai piani superiori dove, fra arredi, ceramiche, bronzi e marmi pregiati, si ammirano dipinti e sculture dei maestri veneti (Tintoretto, Carpaccio, Vivarini), oltre a interessanti nuclei di opere dall'Italia centrale o di scuola fiamminga. Il capolavoro più famoso è il San Sebastiano di Andrea Mantegna, (altre due versioni dello stesso soggetto sono custodite al Louvre di Parigi e al Museo di Storia dell'Arte di Vienna). Notevoli anche la Venere allo specchio attribuita a Tiziano Vecellio, il Ritratto di Marcello Durazzo di Anton Van Dyck, le vedute veneziane di Francesco Guardi, i bozzetti di Gian Lorenzo Bernini per la Fontana dei Fiumi di Piazza Navona a Roma.

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