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Lunedì, 10/08/2020
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La Cattedrale di Trani

cattedrale di trani

Con il suo profilo alto e maestoso, le proporzioni singolari quanto sorprendenti, e i quasi mille anni di storia, la Cattedrale di Trani primeggia fra le tante suggestive chiese romaniche di Puglia, quasi a voler testimoniare lo splendore della Trani medievale. Il lungo processo costruttivo iniziò nel 1099, quando l'arcivescovo di Bisanzio diede ordine di innalzare un tempio che custodisse le spoglie di un giovane pellegrino di nome Nicola, appena proclamato santo. Solo alla fine del XII secolo, però, prese corpo il tempio che oggi è possibile ammirare. Chi giunge nel porto via mare resta inevitabilmente colpito dalla mole del transetto, più alto della facciata che guarda verso terra, dal quale si staccano le tre gigantesche absidi semicilindriche. Quella centrale, in particolare, sfoggia un finestrone arioso e rasserenante, mentre nella parete meridionale del transetto si apre un meraviglioso rosone. Chi, invece, si avvicina all'edificio da terra rimane avvolto dalla luminosità della facciata, dovuta al tipico marmo bianco-rosato della zona. In cima a una scalinata a doppia rampa, al centro di una serie di arcate cieche, ecco il portale a tutto sesto, un tempo chiuso dalla leggendaria porta bronzea forgiata nel 1175 da Barisano da Trani (autore anche dei portali del Duomo di Monreale e di Ravello). Oggi la porta è conservata all'interno della chiesa: con i suoi bassorilievi divisi in 32 formelle che racchiudono scene sacre e profane, figure umane, allegoriche e fantastiche, è un capolavoro di scultura medievale. Poi lo sguardo si sposta in alto, a contemplare lo straordinario campanile completato solo verso il 1240: poggia su un basamento ad arcate ogivali aperto sul mare, e si innalza per 59 metri mostrando progressivamente finestre a più luci negli ordini superiori, fino al coronamento cuspidato. Da una porta nel fianco meridionale si accede alla chiesa inferiore paleocristiana, dedicata alla Vergine, che si presenta come una lunga aula rettangolare divisa in tre navate da 22 colonne di spoglio con capitelli tutti diversi tra loro. Alcune botole aperte nel pavimento consentono di ammirare tratti della originaria pavimentazione musiva. Due scalette conducono rispettivamente all'antico ipogeo di San Leucio, pure inglobato nell'edificio romanico, e alla cripta di San Nicola, di aspetto bizantino per la presenza di colonne in marmo greco alte e snelle. Qui sono custodite le reliquie del santo. Una scalinata ricavata fra le due cripte porta invece alla chiesa superiore, sorprendente per lo sviluppo in altezza della navata centrale, separata da quelle laterali mediante una doppia fila di colonne binate. Alle navate corrispondono le tre absidi del grande transetto, coperto da una poderosa volta a capriate come la navata centrale. Nel presbiterio, attorno all'altare maggiore, restano parti dei preziosi mosaici che coprivano il pavimento. Il clima austero e tetro che si respira nella Cattedrale è frutto di un generale restauro operato alla metà del XX secolo, necessario per cancellare decorazioni aggiunte nei secoli successivi, spesso dissonanti con lo spirito romanico del tempio.

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