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Sabato, 26/09/2020
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Mantova, fra Piazza delle Erbe e Piazza Sordello

Tre laghi comunicanti, il Superiore, il Lago di Mezzo e l'Inferiore, delimitano su tre lati il cuore di Mantova. Città raffinata e colta che non lesina certo scorci tardo-medievali e rinascimentali. Merito dei grandi architetti e degli artisti che lavorarono al servizio dei Bonacolsi (i primi signori della città nel Duecento) e soprattutto dei Gonzaga. Attorno a due storiche piazze adiacenti sono raccolti gran parte dei monumenti più importanti e ricchi d'arte. Un lato di Piazza delle Erbe è delimitato dalla rinascimentale Basilica di Sant'Andrea, un capolavoro di Leon Battista Alberti. L'interno è vasto quanto armonioso e solenne. La monumentale copertura a botte della navata ricorda la Basilica di Massenzio a Roma. La principale fonte luminosa è data dalla bella cupola settecentesca, aggiunta da Filippo Juvarra nel Settecento, che irraggia sul transetto e sull'ingresso alla cripta dove si conserva una reliquia preziosissima: il “Preziosissimo Sangue di Cristo” portato a Mantova dal centurione Longino. In una delle cappelle è posto il monumento funebre di Andrea Mantegna, decorato sulla base dei suoi stessi disegni dal Correggio. Il Campanile gotico di Sant'Andrea non è certo l'unica testimonianza dell'età medievale. Sulla piazza sorgono infatti anche il Palazzo della Ragione con la Torre dell'Orologio, il Broletto (la facciata guarda sulla piazza omonima, con la statua di Virgilio in cattedra in una nicchia) e la Rotonda di San Lorenzo: la chiesa più antica della città, costruita in pianta circolare nel 1082, per volontà di Matilde di Canossa. Passando sotto un arco si entra nella vastissima Piazza Sordello, che si caratterizza per il profilo molto allungato. In fondo spicca la mole del Duomo. Il campanile romanico ne attesta le origini medievali, ma la chiesa fu ricostruita nel Cinquecento, compreso l'interno a cinque navate, opera di Giulio Romano. La facciata neoclassica in marmo di Carrara, invece, fu rifatta nel Settecento. Da vedere la Cappella dell'Incoronata e gli affreschi trecenteschi del Battistero. Il lato destro della piazza è occupato dal Palazzo Ducale. La “Reggia dei Gonzaga” è in pratica una città nella città, estesa quasi fino alla rifa del Lago Inferiore. Un complesso di palazzi, corti, chiese, giardini pensili, gallerie e portici di raccordo che iniziò a prendere corpo sotto i Bonacolsi e continuò ad ampliarsi per secoli su iniziativa dei Gonzaga. Vi è compreso anche il Castello di San Giorgio fatto costruire da Francesco I Gonzaga. La visita alla reggia inizia dal Palazzo del Capitano, presso la tela di Domenico Morone che raffigura la Cacciata dei Bonacolsi. Molti ambienti sono aperti al pubblico e svelano un patrimonio artistico e decorativo inestimabile, merito di artisti come Giulio Romano, Andrea Mantegna, Francesco Primaticcio e il Pisanello. I luoghi più suggestivi sono la Sala del Pisanello, le Stanze dell'Alcova e dei Papi, l'Appartamento degli Arazzi raffaelleschi (realizzati per il Vaticano su disegni di Raffaello), i giardini pensili nel Cortile della Cavallerizza e quelli del Refettorio, la stanza da letto di Guglielmo I. Nel Castello di San Giorgio è aperta la celeberrima Camera degli Sposi affrescata dal Mantegna fra il 1465 e il 1474.

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