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Mercoledì, 18/09/2019
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Lillianes nella valle del Lys

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Passeggiando per  Lillianes si potrebbe credere di aver perso la cognizione del tempo poiché l' Angelus di mezzogiorno non è suonato all' ora canonica delle 12, ma alle 11.
Questa tradizione è legata alla fine della terribile epidemia di peste del 1630, che flagellò quasi tutta la Valle di Aosta ed anche la parte bassa della Valleise. La popolazione del paese fù decimata per due terzi. In ringraziamento per la fine del flagello, nella primavera del 1631, si decise di anticipare il suono dell' Angelus di un' ora. La storia di Lillianes è legata ai Valleise, che dominarono la bassa valle del Lys dal Medioevo fino al XVIII secolo. Lillianes apparteneva alla parrocchia di St. Sauveur di Perloz. Il territorio di Lillianes, come tutti i paesi della valle del Lys, occupa territori sulle due rive del torrente. Il lato destro è ripido, chiuso dalla cima delle Lose Bianche (m. 2424), vicino all'alpeggio di Prial, sul quale sono arroccati alcuni caratteristici villaggi, che conservano ancora intatto il fascino e le caratteristiche dei tempi passati Il versante sinistro è più vasto e dalla cresta spartiacque con il Piemonte scendono dolci e ondulati pendii. Per l' aspetto architettonico è di particolare interesse la Chiesa Parrocchiale di San Rocco.
La prima chiesa parrocchiale, costruita su una antica cappella del 1490, fu consacrata dal vescovo di Aosta Luigi Martini il 17 luglio 1614. Aveva forma rettangolare, a una sola navata, con una superficie di circa 70 mq, con l' altare rivolto ad est, verso il paese. Quasi contemporaneamente iniziò la costruzione del campanile, terminato nel 1617. Nel corso degli anni successivi vi furono parecchi lavori di manutenzione con l' ultimo importante intervento dopo il terremoto del 18 giugno 1968 quando le lancette si fermarono alle ore 7 e minuti 28 del mattino. Il campanile che oggi ancora ammiriamo è quello originale, con la parte in muratura alta circa 11 metri, sormontata dalla freccia ottogonale e 4 piccoli pinnacoli. Alla base del campanile, fin dall' inizio della istituzione della parrocchia, venne costruita una "crotte" con funzione di sacrestia; la si chiamò "le secret".
Con il passare degli anni la chiesa risultava piccola e, nel 1723, si decise la costruzione di una nuova. Il reperimento dei fondi prima e la costruzione poi durarono parecchi anni. La nuova chiesa venne consacrata 14 maggio 1755 dal vescovo Pier Francesco de Sales. Particolare attenzione merita l' altare maggiore, vero capolavoro di scultura in stile barocco, realizzato dallo scultore J.B. Gilardi e figlio Giuseppe, di Campertogno, in Valsesia, tra il 1763 e il 1770. Oltre all' altare maggiore nella chiesa vi sono 4 altari laterali, dei quali tre erano già presenti nella chiesa antica, mentre il quarto, dedicato alle anime del purgatorio, venne costruito con la chiesa nuova. Entrando in chiesa e guardando l' altare maggiore, troviamo sulla sinistra l' altare delle "Anime del Purgatorio" e quello di "Nostra Signora di Pietà" o "dei Sette Dolori", mentre sulla destra, troviamo l' altare di "San Giuseppe e Sant' Erasmo" e quello di Nostra Signora del Rosario".

Gli stessi scultori Gilardi eseguirono altre opere all' interno della chiesa, in particolare: la balaustra del coro, "in legno intagliato, con ventuno colonnine e quattro mezze colonnine e tre putti sorreggenti capitelli", ed il pulpito , "in noce, con nei pannelli cinque statue in legno intagliato: S. Rocco ed i quattro Evangelisti, in nicchie, divise da fregi e fiori, sormontati da cherubini. Attorno al baldacchino drappeggi con mazzi di fiori e, sopra, tra nubi e raggi, le Tavole della Legge". Anche la storia del ponte di Lillianes è interessante, anche se non leggendaria. La struttura risale al 1733 ed è un'opera unica in Valle di Aosta, in quanto il ponte poggia su ben quattro arcate.
Da allora ad oggi molta acqua è passata ed anche terribili innondazioni, ma la struttura del ponte ha sempre resistito, pur subendo notevoli danneggiamenti, in particolare nel terribile alluvione del 14 ottobre 1755 e, in misura minore, nell' alluvione del 4 settembre 1948.

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